Perché la gente ha paura dei clown

Perchè la gente ha paura dei clowns?
Diffidenza verso la concentrazione eccessiva di colori?
Qualche film dove il clown era l’assassino?
Perchè la gente non ha paura dei maggiordomi?
Sara la maschera che intimorisce?
Ammettiamo che non è normale
vedere un uomo che va in giro truccato
come una vecchia prostituta
che cerca di distrarre il cliente
con chili di mascara e fondotinta
ma è solo un trucco di scena.
Anche quello della puttana è un trucco di scena.
Si ma il trucco della puttana serva a nascondere qualcosa
il trucco del clown mostra.
Mostra il suo nascondiglio.
Come fai a non vederlo?
E’ nascosto la sotto il letto, fregatene se non esce, la cinghia ci arriva.
E tu ti accartocci contro il muro e ti difendi la faccia con i pugni chiusi, se ti prende le ginocchia poco male, se ti prende la faccia malissimo.
Se ti prende la faccia esce il sangue che sporca il cuscino.
Perchè la gente ha paura dei clowns
come se il clown non avesse paura di voi.
Dal mio nascondiglio all’aperto
sulla terza strada di Santa Monica vi rivelo un segreto
che dimenticherete subito dopo averlo letto.
Non sono mai riuscito in trent’anni
di onesto lavoro sulla strada a struccarmi
liberandomi completamente dal phard rosso
Rimane sempre una traccia
che la mattina dopo ritrovo sul cuscino.
Ci siamo capiti vero?
Non abbiate paura dei clowns perchè è stupido avere paura di chi sa cos’è
veramente
la paura.
Guido Prussia
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Tu credi?

-Tu credi alla vita eterna?-
-Dipende da che cosa intendi tu per vita.-
-Intendo la coscienza di me. L’avro’ per sempre?-
-Tu vuoi sapere se continuerai a trasformare il tempo in ricordi e i ricordi in personalità.-
-Esatto.-
-Chi costruisce castelli di carta dovrebbe sapere che piu’ il castello è alto meno vento ci vuole per farlo crollare.-
-Quindi?-
-Quindi rimarranno carte sparse sul tavolo, Dio si alzerà andrà a chiudere la finestra e ricomincerà a costruire un nuovo castello impossibile.-
-Io non credo in Dio.-
-Sarà un castello diverso nonostante usi le stesse carte.-
-Hai capito quello che ti ho detto? Io non credo in nessun Dio.-
-Lo so.-
-Tu sai tutto.-
-Io leggo.-
-Leggi?-
-Leggo nei tuoi occhi.-
-Zoe, tu credi di sapere troppe cose di me.-
-Scusa. Ma a volte mi sembra di sapere anche cio’ che tu hai dimenticato.-
-Io dimentico tutto.-
-Vedi. Lo sapevo.-
-Ma dimenticare è un modo di difendersi.-
-Dimenticare è un modo per nascondersi.-
-Nascondersi da chi?-
-Da se stessi.-
Guido Prussia
Photo di Guido Prussia

Parliamo un po’ dell’amore

Parliamo un po’ dell’amore.
L’amore che porta a nascondersi per la paura che rivelando chi siamo forse non verremmo piu’ amati.
Quel sentimento che una volta finita la voglia di fare l’amore non ha il coraggio di cambiare nome.
Prima di chiudere la luce due piedi si incontrano sotto le coperte e si sentono estranei.
Ricordi l’emozione di quando quel piede lo sfioravi e stavi li ad aspettare se ti rimaneva accanto o si spostava.
C’è un capannone dove si accumulano i desideri finiti, c’è un tipo alla porta che ti da un buono compagnia in cambio di un chilo di passione.
Pensi: sempre meglio che niente.
Eppure lei è quella che hai desiderato col cuore in gola, e lui è lo stesso che quando ti spogliava tu sentivi pulsarti in basso.
Le stesse persone che con l’energia di un bacio una volta accendevano tutti i lampioni di Montmartre oggi devono stare attenti a non sprecare l’ultimo fiammifero per accendere la candela durante il black out.
Il solo modo per salvarsi dall’amore è viverlo togliendosi dalla mente che sia una maratona da portare a termine.
Non ci sono traguardi da raggiungere ma ostacoli da superare insieme fino a quando…
Fino a quando superarli insieme sarà piu’ faticoso che superarli da solo.
E dovrai decidere se fingere tutta la vita o dire la verità.
Sono cazzi.
Guido Prussia
Photo di Guido Prussia

Rispettare un figlio.

Rispettare un figlio insegna al bambino a farsi rispettare.
Io non sono padre, ma se lo fossi farei capire a mio figlio che la sua fatica ha un valore, e che non bisogna mai svendersi.
Crescere con genitori che ti fanno sentire un coglione ti porterà da grande ad accettare tutte le proposte come un regalo, ed è il miglior modo per diventare uno sfruttato.
Cambiare opinione su se stessi è un impresa.
Mi sembra di vederla la mia faccia che si affloscia di fronte all’offerta scandalosa per la mia prestazione lavorativa.
Del resto è già tanto se qualcuno mi offre qualcosa.
Grazie papà per avermi rotto il cazzo per anni dicendomi che nella vita non avrei mai combinato nulla, questo è il risultato.
Accetto qualsiasi cosa, basta che mi sia concesso il lusso della sopravvivenza.
Nelle materie che studiavo a scuola ne mancava una.
L’autostima.
Io la metterei obbligatoria.
Insegnare ai bambini a stimarsi, a volersi bene, ad abbracciarsi, cercare le loro potenzialità ed esaltarle, insomma insegnare che nella vita non ci si vende ma si concede l’utilizzo delle proprie capacità.
Per me ormai è tardi.
Non posso pretendere che alla mia età si impari a tirare fuori i coglioni, avro’ sempre quell’aria compiaciuta del cane di fronte all’osso di fronte a qualsiasi offerta che mi permetta di fare questa vita da vagabondo.
Ma se c’è qualche giovane tra chi mi legge vorrei dirvi che se fossi vostro padre cercherei di farvi capire che l’errore piu’ grosso è considerare chi vi sfrutta un benefattore.
Piu’ talento avete piu’ cercheranno di fottervi, perchè se avete del talento lo avete sviluppato nel silenzio e nella solitudine di un infanzia difficile.
Loro lo sanno.
Vi daranno quella carezza che avete agognato da bambini e poi vi diranno:
Prendere o lasciare.
Voi ancora sconvolti dalla carezza prenderete, e vi sarete venduti ai saldi invernali come maglioni ormai inutili di fronte all’arrivo della primavera.18358999_10212668782811213_401922258276162585_o

L’alba

L’alba non la caga nessuno.
Sono tutti impegnati a vedere il tramonto.
Ieri mattina alle cinque camminavo per New York mentre faceva luce e in giro c’erano solo barboni, maratoneti insonni, poliziotti, cartacce rotolanti sul cemento e il vuoto.
Mi ricordava un teatro semivuoto che assisteva assonnato alla infinitesima replica della commedia intitolata:
Il ritorno.
Niente a che vedere col successo planetario della commedia che il tramonto porta in scena ogni sera.
Lo spettacolo di un addio che termina con la sala che rimane al buio e uno scroscio di applausi.
Dicono che l’Alba abbia minacciato il suicidio parecchie volte incapace di comprendere come mai gli umani non si degnino nemmeno di fotografarla, solo qualche critico minore ha trovato nella sua rappresentazione un lampo di genio.
E quei pochi critici le hanno salvato la vita insieme a uno psicanalista di New York che le ha prescritto del Prozac e una serie di sedute che hanno convinto l’Alba che senza di lei il Tramonto non sarebbe mai esistito.
Sono le 5 e 52, lo spettacolo è finito.
La luce è arrivata e me ne torno a dormire.
Nessun taxi in giro. Me la faro’ a piedi.18278293_10212587381736237_2628723542468500820_o

Due lupi

Fondamentalmente cerco da sempre una donna che mi veda.
E vedendomi abbia voglia di chiedermi cosa faccio dopo, e qualsiasi cosa io faccia dopo lei mi dica: posso farlo con te?
Di tutto l’amore di cui si parla io vorrei quell’amore che non si puo’ dire, quello che si annusa, si tocca, si ascolta e si gusta.
Un branco di due lupi che attraversano una tempesta di neve, due macchie di grigio in uno sfondo bianco.
Condividendo la preda, il freddo, la grotta e il futuro.
Ti basterà guardarmi per conoscere la mia storia, conosci il linguaggio dei miei sguardi, della mia pelle e del mio passo.
Mi basterà guardarti per capire che ci sono ferite che hai vegliato guarire in silenzio, sola, senza avere il coraggio di mostrarle per sfuggire a domande a cui non avresti voluto rispondere.
Io non sarò mai tuo, e tu non sarai mai mia, saremo nostri.
Padroni solo della volontà di proseguire insieme e insieme lottare per sopravvivere all’inverno.
Guido Prussia

Oggi poca poesia

Oggi poca poesia, andiamo sulle cose vere.
Ci sono uomini che per mascherare la loro nullità usano il metodo di distruggere le loro donne.
Avete presente quelli che sostengono di essere pieni di fighe nonostante siano dei cessi apocalittici e che poi rivolgendosi alla loro donna trovano sempre scuse per screditarle.
Quegli uomini che avendo avuto “successo” nella vita e potendosi permettere di mantenere una donna la trattano come se l’avessero comperata al mercato.
Quelli che si creano il loro impero privato all’interno della casa e qui regnano come dittatori dettando regole orari e comportamenti.
Esistono.
Cazzo se esistono.
Eppure ogni volta che ne sento raccontare non posso fare a meno di rimanere meravigliato di fronte alla loro esistenza.
Mi domando dove sia la soddisfazione nel tenersi una donna al guinzaglio.
Pero’ due cose ve le devo dire a voi donne che avete avuto la sfiga di innamorarvi di uomini che hanno l’hobby di distruggervi.
Dovete piantarla di creare degli alibi alla vostra dipendenza e alla stronzaggine dei vostri uomini.
Fatevene una ragione, vi siete innamorate di un uomo di merda e non riuscite piu’ a liberarvene.
Avete scelto una comoda schiavitu’ a una scomoda libertà.
Vi siete fate abbracciare dal vostro aguzzino e fate salti mortali per trovare in lui giustificazioni psicologiche in traumi da abbandono, esaurimenti nervosi, depressioni o stress da lavoro.
Ma sono cazzate.
La merda è merda a prescindere.
Non esistono disturbi mentali che trasformano un uomo in una merda.
Merde si nasce.
Quello che posso dirvi con certezza è che ogni volta che vi dice che siete dei cessi è perchè lui è piu’ cesso di voi.
E quando vi dice che siete ignoranti è solo perchè lui è piu’ ignorante di voi nel capirvi.
E se vi dice che è pieno di donne pronte ad amarlo, è perchè è solo come un cane abbandonato.
Del resto non c’è solitudine peggiore che convivere con una persona che sogna di fuggire.
Tutto questo accade sopratutto nelle piccole città, la mentalità di paese incatena le persone ai loro ruoli, la madre faccia la madre, il padre faccia il capofamiglia, il prete faccia il prete e la puttana sarà sempre puttana.
E se qualcuno cerca di togliersi la maschera verrà preso per pazzo.
Credetemi, non esiste uomo cosi’ fortunato che possa vantarsi di essere amato da tutte le donne che vuole.
Puo’ essere usato, ma non amato.
Va già di culo che abbia trovato voi.
Non esiste legge che permetta a un uomo di sentirsi padrone di una donna.
E qualsiasi uomo usi la sua cultura per discriminare chi è culturamente meno preparato è talmente stupido che la sua cultura serve come puo’ servire una falce per raccogliere i fiori.
Pero’ io ogni volte ci rimango di merda nell’ascoltare storie di donne prigioniere in casa, faccio una fatica tremenda a capire come sia possibile resistere.
Quanti uomini di merda ci sono in giro e quante donne sono cosi’ abituate alla loro prigione da essere terrorizzate dalla libertà?