Io non vivo con una gatta

Io non vivo con una gatta.

Vivo con uno spirito nomade femminile che ha trovato dimora nel corpo di una gatta.

Un anima primordiale che dopo mille peregrinazioni in dimensioni invisibili ha scelto di materializzarsi in un felino che ha come passione quello di osservarmi dall’alto.

Delle sue precedenti reincarnazioni conserva lo sguardo e con lo sguardo definisce se stessa come colei che osserva senza essere osservata.

Ha scelto il suo nome e la sua casa come sceglie le sue prede con la capacità istintiva di sapere cosa nutre e cosa riduce alla fame.

Il nostro convivere è il simbolo atavico di un ricongiungimento.

Lei mi suggerisce dove andrò io le suggerisco da dove viene.

Con il pensiero comune di un mancato addomesticamento, un mancato senso dell’ubbidienza, un inesistente senso della stabilità.

Solo un desiderio di essere dovunque come anime erranti capaci di occupare gli spazi come i desideri occupano le passioni.

Io e Lei.

Una gatta e un uomo che insieme hanno scoperto che non è vero che siamo parte di un tutto ma il tutto è parte di noi.

Il senso della famiglia non imposto dalle convenzioni ma dal sentimento.

La mia gatta è la mia compagna, la guida verso la comprensione del mio essere animale in culo a chi mi crede e mi vuole umano solo perché non ha la capacità di sentire il mio verso selvatico, il mio parlare alla luna e il mio urlare alla tempesta.

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