Lei

Quando lei decise che era ora di smettere pensò fosse l’unico modo di salvarsi.
Arriva un momento che ti chiedi se fai parte del branco o se semplicemente stavi recitando una parte per sentirti parte di un qualcosa più grande di te.
Lei al terzo bicchiere di champagne, alla terza cazzata sparata dal coglione che le sedeva accanto a tavola, al terzo tuffo in piscina sentì crescere una sensazione di non appartenenza che la fece alzare e con il calice alzato prese il coraggio di mandare a fare in culo quella compagnia di ricchi idioti.
Lei che era la più bella di tutte fu invitata a sedersi, tutti pensarono che aveva bevuto troppo e cominciarono a ridere facendo battute sul suo culo perfetto e sui suoi occhi verdi.
Ma lei non ne poteva più di fare la figurina preziosa in quella raccolta di coglioni in camicia.
Qualcuno provò a seguirla, lei urlò di lasciarla stare e si diresse verso la spiaggia.
Sola.
C’era una luna nascente che buttava qualche scintilla di luce sulla cresta delle onde.
Si accese una sigaretta e pensò alla differenza tra ciò che è vero e ciò che è falso.
Non riusciva a darsi una risposta precisa ma decise di affidarsi al suo istinto per capire che tutta quella allegria era solo sintomo di una solitudine collettiva che si cercava di combattere con l’esibizione di un nulla placcato oro.
Si spogliò e cammino verso il mare fino a sentire i suoi capelli bagnati pesarle sul collo poi si immerse in un buio sommerso.
Aveva voglia di parlare di musica, di fotografia, di arte e di libri, incapace di sostenere un attimo in più conversazioni su barche, auto, yoga, orologi e scopate.
Nuotava e pensava a quanto tempo aveva perso cercando di adattare la sua intelligenza all’idiozia di chi la circondava.
Tornata a riva si rivestì e tornò in albergo.
Preparò le valigie, prese la macchina e lasciò quel posto di fighetti rincoglioniti.
Guidò fino a casa pensando che l’anno prossimo col cazzo che si sarebbe lasciata convincere di andare a passare le sue vacanze in qualche posto alla moda.
Sarebbe tornata a Folegandros, lei, lo zaino e il suo cane.
Fanculo stronzi.

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