Figlia

Figlia

Figlia
Forse sarebbe meglio non dirti nulla, fare finta di niente ed aspettare sperando che la tua vita non incontri mai quegli scogli che hanno spaccato il cuore a tuo padre.
Parigi sorride stamattina, sorride perché c’è il sole ed io cammino fianco a fianco con l’unica donna della mia vita.
Tra mercatini di frutta, librerie e caffè.
Lei saltava, ma saltava veramente come un grillo, tra le pietre del marciapiede e l’aria, felice come una bambina.
Esiste la felicità ed io la tengo in tasca.
Devi andare a Parigi, devi camminare sulla salita che porta a Montmartre, poi vai all’ultimo piano della Torre Eiffel, sappi che tuo padre aveva paura, ma cominciava a nevicare, ed anche se la punta della torre traballava io mi concentrai sulla neve e fermai il tempo e la torre.
Rifai la strada e pensa che le mie scarpe calpestarono la stessa strada.
Amerai anche tu le fontane, soprattutto di notte, quando l’acqua è illuminata da mille fari e si può camminare sul bordo rischiando di scivolare in quaranta centimetri d’acqua ghiacciata.
E quando si è così felici non si pensa a Dio.
Solo lo si guarda seduto sul suo trono a contemplare sorridente la sua più geniale invenzione, la felicità.
Bisogna partire sorridenti, non dare soddisfazione ai fustigatori, evitare di gemere dopo ogni frustata, far finta di nulla, impegnarsi a non avere necessità se non si hanno possibilità.
E non credere a nessuno.
Nessuno ne sa più di te.
Nessuno può spiegarti nulla.
Non credere a tuo padre.
Perché tuo padre sono io.
Io non dovrei dirti nulla
non essendo mai riuscito a convincermi di nulla.
Figlia.
Dovrei mettermi da parte, fare come la farfalla che abbandona le uova sulla foglia e se ne vola via a passare da qualche parte le ultime ore della sua vita.
Rilassati e prenditela con calma
Sei ancora giovane
Importa solo la voglia di porti domande, il desiderio di allargare le tue conoscenze, il bisogno di una visione globale, non lasciarsi tentare dai giudizi sommari, capire come ogni pensiero nasconde una cultura, ogni cultura una tradizione, ogni tradizione un motivo.
Lasciare spalancata la porta di casa.
Fare entrare chiunque.
Per poi offrirgli da bere o cacciarlo fuori a calci nel culo.
A volte mi gira la testa e non riesco più a capire cosa mi sta attorno.
Vedo sfuocato.
Mi appoggio a qualcosa. Poi riprendo forza, mi abituo all’ombra e vado avanti.
Ho un bastone che ho raccolto laggiù nel parco.
Un bastone per amico.
Mi ci appoggio.
Gli occhi al cielo, forse pioverà.
Ho una figlia da qualche parte.
Guido Prussia

Vi racconto un sogno

Vi racconto un sogno

Vi racconto un sogno.
C’era un giorno, tanti anni fa, anzi tantissimi.
C’era un giorno in cui un uomo camminando su una strada in discesa si fermò a guardare la porta aperta di una casa.
Dove ero.
Lasciatemi pensare.
Brasile, si deve essere il Brasile, sento parlare in portoghese.
Comunque l’uomo si avvicina alla porta di casa e sente una bambina piangere.
Mette la testa dentro e non vede nessuno.
Solo una carrozzella da cui proviene il pianto.
Lui sa che non si dovrebbe entrare nelle case di altri, ma è troppo curioso e decide di entrare lo stesso.
Si avvicina alla bambina fino ad incontrare il suo sguardo.
L’uomo e la bambina si guardano.
La bambina smette di piangere e allunga la piccola mano verso terra e poi verso quella persona sconosciuta.
Vuole qualcosa.
L’uomo vede caduto sul pavimento un ciuccio.
Lo raccoglie e lo appoggia sulla mano della bambina.
La bambina sorride e ricomincia a ciucciare.
Tranquilla.
L’uomo soddisfatto esce dalla casa e riprende a camminare per quella lunga e stretta strada in discesa.
Il padre della bambina era morto prima che la bambina nascesse, la madre non volle mai raccontare alla piccola perchè il papà di sua figlia era stato ucciso.
E la piccola non raccontò mai alla madre di quando suo padre tornò a farle capire che non era scomparso.
Un uomo camminava per le strade del Brasile non sapendo di essere diventato padre e di essere morto senza nemmeno essersene accorto.

Guido Prussia
Photo di Guido Prussia

Le cose semplici

Le cose semplici

Sai le cose semplici sono quelle che durano di piu’, semplicemente perchè meno sono i meccanismi piu’ difficile è che avvenga un guasto.
La vita puo’ essere un auto super accessoriata, con un motore supersonico e dalle prestazioni eccezionali, o puo’ essere una moto con un motore monocilindrico, il più semplice di tutti, leggero, stretto, poco costoso, facilmente realizzabile e ispezionabile.
Io sono cosi’.
Monocilindrico.
Mi accendo con poco, mi basta un cane che sfida il vento su un piccolo ponte nel Pueblo di Taos in New Mexico e già sento l’odore della strada.
E questa strada la voglio condividere con voi.
Guido Prussia

La prima volta.

La prima volta.

Da bambino sognavo di incontrare gli indiani.
Quelli con l’arco e le frecce.
Nei primi anni 80 in una riserva Navajo il mio sogno divenne realtà.
Dopo 35 anni sono ancora in queste terre a caccia di emozioni.
Non so perché abbia questa passione e forse le passioni non hanno bisogno di un perché.
Ma so che quando guardo questa foto che ritrae quel primo incontro mi commuovo ricordandomi di essermi sentito come un pescatore di montagna che scendendo a valle scopre finalmente che il mare esiste.