Le radici.

Le radici.
Stavo riflettendo.
Le radici sono la memoria.
Ascoltando una canzone degli anni ottanta sono sceso dai rami come uno scoiattolo, percorso il tronco dell’albero verso il terreno e ho cominciato a scavare circondato da radici fino a trovare un immagine di una piazza e una latteria.
E ragazzi seduti fuori con i motorini parcheggiati e la stessa canzone che usciva da un jukebox.
Sono piantato nel terreno, capace di resistere alle burrasche, grazie ad ogni istante passato che si è trasformato in memoria ed esperienza.
Lo scoiattolo può andare dove vuole, correre e saltare fino all’apice dell’albero, costruire le sue tane su ogni biforcazione di ramo, ma poi quando decide di tornare a terra ha una sola strada da seguire che lo riporterà dove il seme dell’albero fu piantato.

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Figlia

Figlia
Forse sarebbe meglio non dirti nulla, fare finta di niente ed aspettare sperando che la tua vita non incontri mai quegli scogli che hanno spaccato il cuore a tuo padre.
Parigi sorride stamattina, sorride perché c’è il sole ed io cammino fianco a fianco con l’unica donna della mia vita.
Tra mercatini di frutta, librerie e caffè.
Lei saltava, ma saltava veramente come un grillo, tra le pietre del marciapiede e l’aria, felice come una bambina.
Esiste la felicità ed io la tengo in tasca.
Devi andare a Parigi, devi camminare sulla salita che porta a Montmartre, poi vai all’ultimo piano della Torre Eiffel, sappi che tuo padre aveva paura, ma cominciava a nevicare, ed anche se la punta della torre traballava io mi concentrai sulla neve e fermai il tempo e la torre.
Rifai la strada e pensa che le mie scarpe calpestarono la stessa strada.
Amerai anche tu le fontane, soprattutto di notte, quando l’acqua è illuminata da mille fari e si può camminare sul bordo rischiando di scivolare in quaranta centimetri d’acqua ghiacciata.
E quando si è così felici non si pensa a Dio.
Solo lo si guarda seduto sul suo trono a contemplare sorridente la sua più geniale invenzione, la felicità.
Bisogna partire sorridenti, non dare soddisfazione ai fustigatori, evitare di gemere dopo ogni frustata, far finta di nulla, impegnarsi a non avere necessità se non si hanno possibilità.
E non credere a nessuno.
Nessuno ne sa più di te.
Nessuno può spiegarti nulla.
Non credere a tuo padre.
Perché tuo padre sono io.
Io non dovrei dirti nulla
non essendo mai riuscito a convincermi di nulla.
Figlia.
Dovrei mettermi da parte, fare come la farfalla che abbandona le uova sulla foglia e se ne vola via a passare da qualche parte le ultime ore della sua vita.
Rilassati e prenditela con calma
Sei ancora giovane
Importa solo la voglia di porti domande, il desiderio di allargare le tue conoscenze, il bisogno di una visione globale, non lasciarsi tentare dai giudizi sommari, capire come ogni pensiero nasconde una cultura, ogni cultura una tradizione, ogni tradizione un motivo.
Lasciare spalancata la porta di casa.
Fare entrare chiunque.
Per poi offrirgli da bere o cacciarlo fuori a calci nel culo.
A volte mi gira la testa e non riesco più a capire cosa mi sta attorno.
Vedo sfuocato.
Mi appoggio a qualcosa. Poi riprendo forza, mi abituo all’ombra e vado avanti.
Ho un bastone che ho raccolto laggiù nel parco.
Un bastone per amico.
Mi ci appoggio.
Gli occhi al cielo, forse pioverà.
Ho una figlia da qualche parte.
Guido Prussia

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