Montauk

Montauk

Io mi ricordo di una mansarda in montagna e di un giradischi che suonava una canzone di Battisti che diceva: Mi ritorni in mente bella come sei. Mi ricordo il legno alle pareti e la neve che scendeva fuori e mi ricordo che avevo sei anni. Mi ricordo mia madre che cantava e l’odore del quaderno, e le prime parole che imparai a scrivere con lettere grassocce che a stento stavano dentro i quadretti. E mi ricordo l’edicola, che mi sembrava tanto grande quanto io ero piccolo. E Braccio di ferro, Cucciolo e Poldo.
Ci sono fari che aiutano le navi ad entrare nel porto.
Ci sono ricordi che aiutano gli uomini ad uscire dal porto.
G.P.

Ma veramente….

Ma veramente….

Ma veramente ho fatto quelle cose?
Ma veramente avete fatto quelle cose?
Avete pianto perché non riuscivate a capire?
Siete scappati per tornare da qualche parte?
O siete tornati per scappare da qualcosa?
Eravate sicuri che sarebbe stato per sempre?
Non potevate immaginare di vivere senza?
Avete urlato sapendo che nessuno poteva ascoltarvi?
Veramente lo avete fatto?
E l’hai baciata cosi’ a lungo che sembrava un attimo?
Hai fatto centinaia di chilometri per vederla pochi minuti?
Hai cercato per ore il regalo giusto senza trovarlo, e allora ne hai comprati tre, sperando che almeno uno fosse quello giusto?
Hai preso un autobus in corsa e ti sei messo sul pianale in fondo con la testa contro il vetro per vederla ancora, e ancora, e ancora fino alla curva maledetta che te la porto’ via?
Le hai chiesto se ti amava aspettando che lei dicesse: E tu?
Hai mandato affanculo il tuo migliore amico e poi vi siete rivisti il giorno dopo come se niente fosse accaduto?
Ti sei chiesto come facessero a stare comodi con quelle cravatte al collo?
Ti sei chiesto come fare a far capire a chi si preoccupava per te che non eri cosi’ stupido da fare cose che ti avrebbero distrutto?
Hai amato solo per istinto?
Hai lasciato solo per istinto?
L’hai mai vista uscire dal mare di notte?
Eri li ad aspettarla mentre bagnata e nuda si buttava tra le tue braccia e ti chiedeva di scaldarla?
Hai mai odiato tuo padre e tua madre?
Ti sei sbucciato le ginocchia nascondendo il dolore per sentirti grande?
Hai mai creduto che non saresti cambiato mai?
Hai mai creduto che non saresti cambiato mai?
Hai mai creduto che non saresti cambiato mai?
E ora in cosa posso credere?
Guido Prussia