Glielo devo.

Glielo devo perché da quando io non sono più Lui , Lui mi chiede solamente di non dimenticarlo.
E glielo devo, perché sono ciò che sono grazie a Lui.
E’ grazie a Lui che resisto al freddo e al caldo, ed è merito suo se al posto di dire “fuggo” oggi dico “parto”, è stato Lui ad insegnarmi a riempire il tempo come fosse una buca nella quale era facile inciampare, Lui mi ha insegnato che avere paura è normale.
Ci siamo scambiati di posto quasi senza accorgercene.
Lui si è alzato dal banco e io mi sono seduto su un auto.
Lui ha smesso di indossare i calzoni corti e io cominciavo a scegliermi i vestiti
Lui ha smesso di chiedere di essere amato quando io ho cominciato ad amare.
Ma mentre mi guardava allontanarmi io vedevo i suoi occhi piangere e chiedermi:
Non perdermi.
E invece lo persi.
Lo persi come si perde un maglione che ci sta stretto, o una penna con la punta spezzata.
Lo persi come si perde un amico che cambia città, lo persi come si perde un armonica che non si è più capaci di suonare.
Lo persi per non pensare.
Perché pensarci era come grattarsi una ferita sul ginocchio, era come soddisfare la curiosità di vedere se sotto la crosta c’era ancora sangue, e trovato il sangue assaggiarlo per la curiosità di sapere che sapore ha.
E non sa di nulla.
Sapete quando Lui era piccolo non si facevano molte fotografie.
Solo in occasioni speciali.
Non è come adesso che ogni futuro uomo potrà ripercorrere ogni momento della sua vita attraverso migliaia di immagini digitali pronte a ricordargli tutte le sue trasformazioni.
Quando Lui era piccolo era facile dimenticarsi di se stessi.
Le cose accadevano ma non c’erano prove, nessuna traccia, solo il ricordo, e poi il ricordo si trasformava in dubbio.
Ma veramente è successo?
Ed è per questo che cominciò a scrivere.
Era terrorizzato dall’idea di non credere a se stesso.
Scrivere era come fotografare, creare prove, era come estrarre il suo DNA, lo usava per assolversi o per condannarsi, usava le parole per non dimenticare se stesso.
Ed è merito suo se oggi io scrivo.
E questa lettera è per Lui, e per tutti quelli come Lui, quel Lui che siete stati anche Voi.
Ed è per quei bambini che hanno paura, per quei bambini che non sono protetti, per quei bambini che non vedono l’ora di crescere, per quei bambini che non conoscono l’odore dei propri genitori, per quei bambini che chiedono di non essere dimenticati.

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