Pit Stop

Rodeo

Rodeo

Twenty Nine Palms

Il clown

In un rodeo il clown ha un grande compito.
Deve distrarre il toro che disarciona il cowboy per evitare che il cowboy venga calpestato dalla bestia incazzata.
E quante volte il clown con la sua faccia buffa ha salvato il culo di cavalieri con la faccia da duri.
Per questo indosso la mia maschera colorata con orgoglio.
In fondo la mia follia da un senso alla vostra ragione.

L’amore ai tempi del gettone

C’era qualcosa che tremava all’interno dello stomaco. La paura che i gettoni non bastassero a dire tutto quello che si aveva in mente di dire. La paura che la cabina fosse occupata. Perché’ la voglia di parlarti era tanta, e soprattutto non si poteva chiamare dopo le nove e mezza. Avessi trovato un chiacchierone rischiavo di rimanere senza le tue parole.
L’amore ai tempi del gettone era lo spazio in fondo all’autobus. Con la testa appoggiata al vetro a guardarti mente mi allontanavo. Nessun cellulare, nessuna fotografia a portata di mano, nessun messaggio da mandare tre secondi dopo averti lasciata, si fotografava con la mente, si mandavano messaggi col pensiero e che il pensiero dimenticava.
La memoria era l’unico hard disk su cui registrare le emozioni e la memoria ha quel grande merito di gestire i ricordi rimescolandoli come farebbe un abile cuoca.
Un pentolone dove rimestare il sapore di un bacio, il ricordo di uno sguardo, la sensazione delle tue mani nelle mie e milioni di promesse.
E la cuoca “memoria” ti sfornava una torta che ogni volta aveva un sapore diverso, un sapore meraviglioso di incertezze e passione, di sogni e bisogni, di tenerezza e paure di perdersi.
L’amore ai tempi del gettone erano corse in motorino per sorprenderti al tuo arrivo a casa, erano canzoni che si legavano al tempo e il tempo che si legava alle canzoni creando una navicella spazio temporale che ti permetteva di viaggiare nel passato semplicemente ascoltando un disco.
Se hai vent’anni farai fatica a capirmi, come si poteva vivere senza la possibilità di disdire un appuntamento all’ultimo momento tramite sms?
Come era possibile non aver la possibilità’ di sfogliare una galleria di immagini che mi rendesse certo di aver vissuto?
Come si poteva amare basandosi sulla fiducia di una promessa e non sul controllo a distanza tramite connessione ad alta velocità’?
Era possibile, come e’ stato possibile cercare l’acqua in un pozzo o il cibo in un branco di bisonti.
Era cosi’ possibile che sembra assurdo che in pochi anni l’uomo abbia scordato le sue abilita’ primitive.
L’amore ai tempi del gettone era la possibilità’ che i gettoni finissero e che tutto ciò’ che avrei voluto dirti rimanesse aggrappato a un ramo del tempo che sarebbe fiorito il giorno dopo.
Guido Prussia

Quando faceva freddo

Quando faceva freddo guardavo fuori dalla finestra.
Misuravo il bianco del cielo.
Più bianco era più neve cadeva.
E stavo sveglio per vedere al volo il primo fiocco, poi il secondo, il terzo…
E quando non riuscivo più a contare andavo a dormire e non vedevo l’ora che arrivasse il giorno dopo per vedere quanta ne era venuta.
Spesso la mattina dopo la scuola era chiusa e allora chiamavo Caterina che abitava di fronte a me.
Io e Caterina giocavamo a costruire enormi montagne di neve.
Più era grossa la montagna piu’ tempo ci avrebbe messo a sciogliersi.
Un giorno nevicò tantissimo ed io e Caterina facemmo una montagna di neve enorme, Lei mi disse: Questa non si scioglierà mai.
Io le dissi, durerà per sempre come la nostra amicizia.
Quando la montagna si sciolse ne io ne Caterina trovammo il coraggio di affrontare la realtà.
E fu l’ultima volta che ci venne in mente di fare cumuli di neve.
Un giorno io andai ad abitare a Milano e Caterina si trasferi’ all’estero.
Vent’anni dopo la rividi a una festa.
Parlammo tutta la sera.
Venne a dormire a casa mia.
Dopo aver fatto l’amore lei mi chiese se mi ricordavo la storia della montagna di neve che non si sarebbe sciolta mai.
Certo che me la ricordavo.
Lei mi guardò e mi disse:
“Una bambina dovrebbe avere il diritto di credere che le cose belle durino per sempre.”
La accarezzai e non sapevo che dire, sapevo che il giorno dopo sarebbe partita.
Resto in silenzio per qualche secondo poi disse:
“Però da donna ho capito una cosa piu’ importante. Ci sono storie finite che durano per sempre se si è capaci di raccontarle.”
Ci addormentammo e la mattina dopo la donna Caterina se ne andò portandosi via la Caterina bambina.
Quando vedo montagne di neve accumulate sui bordi delle strade non posso fare a meno di chiedermi quanto durerà “per sempre”.
Guido Prussia