Dixie Evans

Un cancello in mezzo al deserto.
Potrei aggirarlo ma non lo faccio.
Aspetto che qualcuno apra.
Se c’è ci deve essere un motivo.
Aspettiamo, io e Zoe.
Lei mi guarda perplessa, sembra sorridere.
Forse vuole chiedermi qualcosa ma non mi chiede nulla.
Rimane in silenzio, seduta su un masso, guardandosi attorno.
Si avvicina al cancello un asino, si ferma proprio dietro le sbarre di ferro e ci guarda.
L’asino se ne va.
Il silenzio del deserto ci avvolge, ed io sfrego le scarpe sulla terra per creare un qualche rumore che tolga l’imbarazzo di un attesa senza tempo.
Poi finalmente il cancello si apre.
Entriamo.
Un cartello sulla sinistra indica che siamo nell’Exotic World.
Camminiamo, la strada è lunga e finisce di fronte ad una vecchia casa di lamiere.
Sulla porta c’è Dixie.
-E’ Lei?-
-Si.-
-Personaggio strano.-
-Perché?-
-Non vedi come è vestita?-
-E’ una spogliarellista ed è vestita da spogliarellista.-
-Ma avrà settanta anni.-
-Ma non li dimostra.-
-Vuoi entrare?-
-Si. Vieni a vedere.-
Vestiti, lustrini, foto, sciarpe di boa, oggetti del mestiere. Una montagna di ricordi ammassati uno sull’altro.
Foto di ammiratori, uomini che sorridono con il sigaro fumante in bocca ed una espressione di vittoria che non è possibile esimersi dall’immaginare di quale battaglia.
Spille, collane, reggicalze, sottovesti, pantofole piumate, trucchi.
Un esplosione di seduzione ricoperta di polvere, come un occhio che si apre all’alba ancora truccato dalla notte prima.
Il trionfo del tempo sulla bellezza, si festeggia la precarietà del corpo invertendo ogni conclusione affrettata.
La precarietà rende possibile la celebrazione di ciò che è stato.
La bellezza è una farfalla, vive una stagione brevissima, ma il cacciatore l’ha catturata nel suo momento migliore.
Ed ora la espone sottovetro con uno spillo che le trapassa il corpo e la trattiene contro una piccola asse di legno appesa al muro della memoria.
-Tutto questo mi mette una tristezza infinita.- Dice Zoe.
-A me viene da ridere.-
-Cosa ci trovi di divertente?-
-Lei ci crede davvero.-
-Questo è triste.-
-E’ meraviglioso. Guardala. Sembra che il tempo si scontri con la sua mancanza di consapevolezza.-
-Ma alla fine vincerà.-
-Il tempo non vuole vincere alla fine del combattimento. E’ come un pugile che trae soddisfazione solo dal k.o. Ed invece Lei rimane in piedi. Pugno dopo pugno. Non da soddisfazione. E rimarrà li fino alla fine dell’ultimo round. Con un orgoglio che solo i combattenti veri possono avere. E il pareggio è trionfo per colui di cui si prevede una sconfitta sicura.-
-Lei vive qui.?-
-Si.-
-Da sola?-
-No. Insieme a Lui.-
Daniel. Ottanta anni. Doppiopetto. Perfettamente vestito come se si trovasse alla prima di qualche spettacolo importante.
Una scia di profumo che sembra poter diventare visibile come la scia di una lumaca.
La guarda innamorato come se fosse innamorato da sempre senza averla mai potuta amare davvero.
-Chi è?-
-Lui andava a vederla tutte le sere. Erano i primi anni degli anni cinquanta. Spendeva tutto cio’ che guadagnava per quel tavolo in prima fila. E non gli rimaneva nulla in tasca per passare dalla prima fila al camerino, e dal camerino alla camera da letto. Ma ha avuto pazienza. Ha aspettato anni, ha aspettato che tutti quelli che impazzivano per Dixie vedessero sfiorire la sua bellezza e si facessero da parte. E quando nessuno piu’ desiderava quella spogliarellista che assomigliava in maniera inquietante a Marilyn Monroe Lui si è fatto avanti con un mazzo di fiori e la sua pensione.-
-E Lei?-
-Lei lo ha lasciato di fronte al cancello per due settimane. Due settimane di trucco. Per poi presentarsi di fronte a Lui e chiamarlo come se l’avesse sempre aspettato.-
-E Lui non si accorse che Lei non era piu’ bella come una volta?-
-Daniel e’ cieco. Divento’ cieco in un incidente di lavoro con la fiamma ossidrica. La sua memoria visiva si è fermata in una notte di cinquant’anni anni fa. Per Lui Dixie è ancora la piu’ bella, e lo sarà sempre.-
– Solo un inganno puo’ sconfiggere il tempo.-
-Il tempo vive di inganni. Ripagarlo con la sua moneta fa parte delle regole non scritte di questo bizzarro gioco che è la vita. Quello che conta è che lui l’amerà per sempre e per sempre la crederà bellissima come la prima volta che la vide. E per una volta si fotta il potere distruttivo del tempo.-

Dixie Evans (born Mary Lee Evans; August 28, 1926 – August 3, 2013) was an American burlesque dancer and stripper.

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