Non c’era verso

Non c’era verso

Non c’era verso di farla desistere dal volermi dipingere di azzurro la casa.
Saliva e scendeva dalla scala inzuppando il pennello in un secchio, passandolo poi tra le pieghe di legno di un muro eroso dal salino.
Io dentro scrivevo una storia che parlava di un esercito di pirati sbarcati su un isola d’oro dove non cresceva nulla e dove nulla era commestibile.
Furono salvati da una sirena al quale offrirono secchi d’oro per una notte d’amore, lei non si concesse e il prezzo dell’oro ebbe un crollo vertiginoso.
I pirati abbandonarono l’isola per giungere in una terra dove l’unica ricchezza disponibile era buona da mangiare.
E mentre la mia casa stava diventando color del cielo fino quasi a diventare invisibile all’orizzonte io notai che lei si puliva le mani sporche di vernice strofinandole contro una salopette di jeans e la cosa mi sembrò cosi’ poetica che su un foglio scrissi:
Non ho mai visto nulla di più pulito delle macchie sul tuo vestito, non ho mai udito nulla di più sincero delle bugie che ti hanno salvato, non ho mai perso tanto fiato come quando ti aspettai immobile, non ho mai visto nulla di cosi’ forte che sia forte come te quando ti mostri fragile.