Il tempo ci cambia

Il tempo ci cambia fuori ma non si azzarda a cambiarci l’anima.
Può nevicare e diventeremo bianchi, la neve si scioglierà e diverremo fango, arriverà la primavera e fioriremo in attesa dell’estate che ci vedrà risplendere prima che l’autunno ci spogli lasciandoci nudi.
Possiamo scappare ignorando le stagioni ma non riusciremo mai a fuggire da ciò che siamo.
Siamo tutti un orizzonte da cui è impossibile spostare montagne, alberi e strade.
Non mi resta che accettare il tempo che passa lasciandogli lillusione che possa nascondermi a me stesso.
Ho imparato chi sono e sotto la neve, sotto le foglie, sotto il sole troverò sempre la mia anima.
Come quando da bambino mia madre cambiava lenzuole e coperte al mio letto senza riuscire a cambiare i miei sogni.

apparentemente normale

apparentemente normale
se non fosse che la vita non ha nulla di normale
è il meccanismo che lascia stupefatti
vivere è un equazione impossibile
risolta da un bambino di quattro anni
con uno scarabocchio su un foglio a quadretti
vite che si incrociano
su uno sfondo a due dimensioni
diventano la prova che l’attimo lascia tracce
noi ne siamo involontari protagonisti
come figure poste a caso
da un dio con la passione della fotografia
che passa il tempo a riempire
l’infinito muro della sua stanza
con istantanee della vita dei vivi

In un tempo

In un tempo dove trionfano gli idioti non resta che ritirarsi dal gioco per mancanza di talento.
Anche allenandomi tutti i giorni non riuscirei a raggiungere quei livelli di coglionaggine che mi servirebbero a sentirmi competitivo nella sfida del successo.
Molto meglio rallegrarmi dei limiti della mia stupidità e fare da spettatore in questa campionato di coglionate.
Non sono interessato al gossip, mi lasciano indifferenti i privè, non conosco le tendenze della moda e ho una lingua che ama leccare parti intime diverse dal culo.
Chiuso nella mia casetta godo dell’accettazione della fugacità dell’esistenza circondandomi di libri e musica consapevole che ci sono momenti in cui un dignitoso ritiro vale più di una vittoria nella sfida a chi è più imbecille.

Ci siamo persi

Ci siamo persi mille volte.
Io e il mio amico clown.
Ci siamo persi per ritrovarci.
Ci siamo persi per il desiderio di non avere destinazioni.
Ci siamo persi per trovare luoghi sconosciuti.
La passione di perdersi ci ha accompagnato per tutta la vita allenandoci al dolore della solitudine e alla gioia dell’esser soli.
Ci siamo persi perchè solo perdendoti scopri che chi ti ama farà di tutto per ritrovarti e chi non ti ama non si accorgerà nemmeno di averti perduto.

Bush Street, San Francisco

La pensione per studenti era al 715 di Bush Street a San Francisco.
La mia camera era al terzo piano.
Si mangiava nelle cantine in un ristorante francese chiamato Jeanne d’Arc.
Le lezioni di Inglese cominciavano alla mattina e finivano nel tardo pomeriggio.
Le frequentai solo la prima settimana, poi mi diedi al vagabondaggio.
Giravo con altri studenti per la città meravigliandomi ad ogni angolo di come l’America fosse l’America.
Era il 1984.
Prendiamo un auto e decidiamo di andare verso sud, raggiungiamo Los Angeles, da li proseguiamo per San Diego.
Sfidando tutti coloro che ce lo sconsigliavano attraversiamo il confine per arrivare a Tijuana.
Da li scappiamo dopo essere stati fermati per due ore dalla polizia messicana.
Raggiungiamo Yuma in Arizona.
La nostra auto è targata 1CAZ329.
La soprannomino l’auto col cazzo lungo piu’ di tre metri.
A Tuscon scopro che nei grandi magazzini non ci sono sistemi di allarme.
Rubiamo di tutto.
Vestiti, scarpe e puttanate varie.
C’era andata bene, sul letto della stanza d’albergo era stesa tutta la refurtiva pronta per essere caricata in macchina.
Ma abbiamo finito le sigarette.
Usciamo a comprarle, anzi no, decidiamo di rubare anche quelle.
Ci fermano all’uscita dello store e ci dicono di aprire la giacca, io guardo Marco, lui guarda me e decidiamo di scappare senza guardarci indietro.
Facciamo un lungo viale di corsa nascosti dietro le auto in sosta,quasi a quattro zampe per non farci vedere.
Arrivati in albergo carichiamo tutto in macchina e ce ne andiamo in direzione New Mexico.
Lo avevamo visto nei film; l’importante è arrivare in un altro stato.
Arrivammo a Lordsburg che era sera.
Eravamo salvi.
Il giorno dopo saliamo verso nord.
Preso da qualche raptus mi fermo in un parrucchiere per signora di Roswell e chiedo di farmi i capelli color fucsia.
Arrivati a Santa Fe decidiamo che non c’è piu’ pericolo.
Rientriamo in Arizona.
Monument Valley e Grand Canyon.
Nel frattempo mi accorgo che mancano 10 giorni al mio rientro in Italia.
Se mio padre mi avesse visto con i capelli color fucsia mi avrebbe ammazzato.
Compro una lametta da barba e chiedo a Marco di rasarmi a zero.
L’operazione avviene dentro una vasca da bagno.
Cadono i capelli e cadono pezzi di pelle, a lavoro finito la mia testa è piena di tagli e di sangue.
Andiamo a dormire.
La mattina dopo mi sveglio prestissimo, vado allo specchio e mi faccio paura da solo.
Ho una testa spappolata.
Decido di fare uno scherzo.
Mi metto in ginocchio di fronte al lato del letto dove Marco sta dormendo.
Lo sveglio, apre gli occhi e mi vede che sembro Freddy Krueger.
Lancia un urlo e salta sul letto. Io mi piego in due dal ridere.
Arrivati al Grand Canyon ci sono code per fare qualsiasi cosa ma la gente dopo aver visto la mia testa pensa io sia gravemente malato e decide di farmi passare avanti.
Dopo qualche giorno le cicatrici spariscono e rimane solo la pelata.
Arrivati a Las Vegas mentre cammino sulla Strip un tizio mi dice se voglio scoparmi la sosia di qualche personaggio famoso e mi lascia un biglietto da visita di un agenzia che propone prostitute identiche ad attrici e cantante.
Arrivato in albergo chiamo e chiedo che mi mandino la sosia di Madonna.
Arriva una ragazza che assomigliava a Tina Turner.
La mando via.
Richiamo. Ripeto che voglio Madonna.
Arriva una ragazza che assomigliava alla versione femminile di Spock di Star Trek.
Richiamo un ultima volta e mi incazzo pure.
O mi mandate Madonna o andate a fare in culo.
Passa mezz’ora ed arriva Madonna.
Identica, entra in camera con uno stereo portatile appoggiato sulle spalle dal quale usciva la canzone Holiday.
Si spogliò ballando poi venne sul letto e a 20 anni potevo dire di aver fatto l’amore con Madonna.
O quasi.
Lasciata Las Vegas tornammo verso San Francisco da dove saremmo ripartiti per tornare in Italia.
L’ultimo giorno di lezioni tornai in classe, la maestra d’inglese mi guardò come se non me ne fossi mai andato.
Andai in segreteria ritirai un attestato di frequenza e passai l’ultima notte ad una festa di drag queen.
A Milano vennero a prendermi mia madre e mio fratello.
Mia madre mi chiese come era andata.
Benissimo, dissi, a parte le lezioni di inglese che erano state dure da sopportare.
In testa mi era cresciuto un centimetro di capelli, quello che bastava per rientrare nella norma.
E mentre tornavo verso Genova avevo solo un desiderio.
Fuggire di nuovo.

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Fondamentalmente

Fondamentalmente stai cercando di essere accettato nel circolo degli umani.E ti conformi alle regole del club.Pensi di essere nel giusto se sei accettato.Sbatti nel cesso la tua unicità per conformarti alle regole.Quello che sei lascia il posto a quello che gli altri vogliono che tu sia.Verrai amato per il profumo che indossi senza mai provare l’ebbrezza di essere desiderato per l’odore della tua pelle.Funziona così.A meno che tu un giorno non decida di smascherarti, di svelare il trucco e riuscendo a guardarti negli occhi senza uno specchio scopri che la vita ha un senso solo se vissuta fuori dal palcoscenico, mandando a fare in culo il regista e il drammaturgo.Decidendo che puoi vivere senza un copione, improvvisando in ogni istante la parte più difficile, quella in cui decidi di interpretare ciò che sei.

Nessuno sa più cercarsi

Nessuno sa più cercarsi.Cercarsi fa paura perchè cercarsi è mostrare la necessità che si ha uno dell’altra.Cercarsi presuppone il rischio di non trovarsi, ci vuole il coraggio dell’ignoto e la consapevolezza di poter aver perduto qualcosa per sempre.Oggi nessuno si cerca, tutti si aspettano a caso, come se fosse possibile sostituire ciò che desideri con ciò che incontri, ciò che sogni con ciò che vivi.

L’atmosfera è perfetta

L’atmosfera è perfetta.
I milioni di zanzare che mi volano attorno non rovinano il paesaggio e poi ho un sangue schifoso e le zanzare restano a un metro di distanza, hanno un espressione schifata come chi pensava di bersi un buon whisky e si è ritrovato nel bicchiere solo acqua sporca.
I cavalli tra poco tornano a casa e il falco verrà a posarsi sulla sommità del palo dove ha costruito il nido.
Io rimango conquistato di fronte alla bellezza del mondo disabitato.
Sono perennemente incazzato con l’aumento demografico e ringrazio dio che mi farà crepare prima che gli uomini diventino più numerosi dei topi.
Di fronte alla natura smetti di porti domande idiote del tipo che cosa accadrà dopo la morte.
Diventi come un tramonto che non si chiede dell’alba, sei come un pesce di fiume che non si chiede del mare, sei un orsa che è troppo impegnata a cercare del cibo per il suo cucciolo per pensare ad altro.
Non sono così idiota da convincermi che sono selvatico, ho un cesso su cui appoggio il culo per cagare, accendo la luce con un interruttore, la carne la tengo in frigo e l’acqua dentro bottiglie di plastica.
Ma quando sono uscito dal van e mi sono trovato sul bordo della valle, con un milione di zanzare che non osavano attaccarmi e una mandria di cavalli che guardava il tramonto, ho capito che era impossibile fuggire dalla civiltà ma potevo osare e chiedere alla terra se voleva sposarmi.
E lei mi ha detto di si pur sapendo che forse l’avrei tradita o che forse lei avrebbe tradito me.
L’amore è un sentimento strano che diventa patetico se usato per legarsi e diventa maestoso se usato per liberarsi.

Risveglio

Risveglio con Riders in the storm dei Doors.
Parte il temporale ed entra la tastiera.
E poi la voce di Jim Morrison.
Magia pura.
Altro che quelle cazzate rock contemporanee che piacciono tanto alle carampane che sognano di trombarsi i compagni di università del figlio.

Tu sei morto

Tu sei morto, sei cenere, e mi appari nei sogni per dirmi che è il caso di berci su per dimenticare.
Ti chiedo se stai bene.
Tu rispondi: mai stato meglio.
Ma hai il volto scavato e sei pallido come quando ti vidi l’ultima volta che era l’ultima volta per sempre.
Abbiamo bevuto qualcosa di forte, tu stavi appoggiato al bancone del bar con lo sguardo malinconico di chi sta perdendo se stesso io davo la schiena al barista fissando la tua mano che svaniva alle dita lasciandomi incredulo di fronte al nulla che impugnava un bicchiere di whiskey.
Qualcosa sfugge alla comprensione.
Entrato nel parco un tipo si faceva fotografare assumendo un aspetto da duro.
Gli chiesi a cosa servisse quell’espressione da condottiero.Mi disse che l’uomo ha bisogno di apparire forte.
Ripensai a tutti i volti maschili che vidi contrarsi nel momento in cui erano ritratti e mi chiesi che fine aveva fatto il bambino impaurito e cosa lo aveva impaurito a tal punto da aver paura di mostrarsi pauroso.
Qualcosa sfugge alla comprensione.
Bucai la gomma che ero dalla parte opposta della città.
La gonfiavo, facevo qualche metro e tornava a terra.La rigonfiavo, facevo qualche metro e lei tornava a terra.
Andammo avanti cosi’ fino a che trovai un ragazzo che me la riparò.
Mi disse: Se continui ad andare su una gomma bucata la gomma si rompe.
Io gli dissi: Ma non è già rotta?
La camera d’aria è rotta, la gomma per fortuna ha resistito.
Sfilò la camera d’aria dalla gomma e la sostituì.
Ed era la prima volta che vidi l’anima morire e il corpo sopravvivere.
Qualcosa sfugge alla comprensione.
E sempre sfuggirà.
Bisogna farsene una ragione.