Crolla il mondo.

Crolla il mondo girando tre volte su se stesso, facendo un baccano del diavolo.
E cosa rimane di tutte le cose dette, scritte e pensate.
Il ricordo senza ricordatore.
Mi manca la vicinanza del cavaliere che mi appoggiava la mano sulla spalla per dirmi: “Coraggio, anche oggi è andata.”
Mi manca il sorriso del bambino che vede arrivare un pacchetto di gomme da masticare, mentre il nonno suona il clacson della sua vecchia Wolks, e la felicità profuma di vaniglia, la tristezza non ha nessun odore.
Se potessi farei crescere una pianta gigante che si arrampichi attraverso il cielo per arrivare chissa’ dove.
Comincerei un viaggio che percorre in verticale il racconto della mia vita.
Lei gioca con il gomitolo, il gatto mi accarezza le guance e la televisione spara cazzate a volume zero.
Il potenziale distruttivo di un ciccione con i baffi è pari all’arroganza dell’orco
Il potenziale distruttivo di una massa di uomini che urlano un ideale è pari alla loro definizione di target commerciale.
I topi sono i veri padroni del mondo, e come tutti i veri padroni non fanno proclami di vittoria, semplicemente si moltiplicano seguendo le regole perfette della matematica.
A proposito di matematica i numeri hanno lo scopo di definire un numero definito di posti vuoti.
Una volta riempito il teatro gli altri resteranno fuori.
I topi lo sanno e semplicemente riempiono il mondo di se stessi, non hanno la consapevolezza del singolo, si vedono come moltitudine per questo vinceranno.
Io non ci sarò, e nemmeno Lei ci sarà.
Saremmo già tornati a produrre fiori.
C’è solo una speranza.
Che la nostra vita assomigli ad una canzone.
Che a qualcuno questa canzone piaccia e la registri da qualche parte.
E qualche volta abbia voglia di riascoltarla.
L’aquilone vola, il tuono ha dato il suo colpo, la morte non merita rispetto, la vita non merita paradiso, solo l’amore, nella sua eccezione, è qualcosa di eccezionale come il tesoro che nessun pirata ha mai trovato e seppellito.
C’era un tucano che viveva in gabbia al numero 1000 di Santa Monica, aveva un becco giallo e gli occhi blu.
Sembrava felice.
La libertà che si toglie alla bestia viene ricompensata da una vita senza lo stress della sopravvivenza.
Il paradosso aiuta a capire che solo l’anarchia ti concede il privilegio di definirti soggetto.
Altrimenti si è “cose” che pur respirando sono incapaci di sentirsi vive.
Guido Prussia

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