Piazza Rossa

C’era una volta il comunismo ed ero giovane e c’era un impermeabile che persi in un aeroporto.
E c’era tanto tempo da raccogliere che immaginai non bastasse un camion per poterlo contenere.
C’era la parola amore che potevi dire senza paura di sentirti un coglione, e c’erano fughe che sembravano senza ritorno.
C’era che avevo promesso a me stesso che come padre sarei stato migliore e c’era una bambina a cui non ho mai potuto dare un nome.
C’era che andai al militare e imparai come un uomo si può mimetizzare, c’era che avevo paura di morire e avevo il terrore di vivere, c’era che mi stancai di fuggire e rimasi fermo ad aspettare per scoprire che non c’era nessuno dietro ad inseguire.
C’era che nuotavo dalla riva allo scoglio e facevo molti metri sott’acqua senza respirare, c’era che c’era sempre un record da superare.
C’era sempre un record da superare, perché era il tempo in cui le prestazioni era naturale che andassero a migliorare.
C’era una volta il comunismo e pensandoci adesso con tutte le cose che c’erano anche il comunismo ci poteva stare.

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