Zero birre.

Zero birre.Smesso di fumare.Nessuna frequentazione con le droghe.Sono solo.Con un senso di mancanza che non so come compensare.
Meglio cosi’, qualsiasi compensazione sarebbe in realtà l’arrendersi ad una sega mentale.Ed io odio le seghe mentali.Ripensando a quello che mi hai detto oggi non posso fare a meno di notare il genio incompreso di dio, le sue sceneggiature troverebbero pronto qualsiasi produttore di Hollywood.Viene da sorridere al pensiero che io ne sia un protagonista involontario, attore mio malgrado, in mezzo a un cast di attori per passione.Tu e il gay, perfetti nel vostro ruolo, cosi’ perfetti che sembrate veri, con le luci della Toscana fiorita, il senso di comunità, trasudate arte, e le canzoni al chiaro di luna, le cene che non dovrebbero finire mai, la magia.Già la magia.Bella parola “magia”, spesso non è usata a proposito ma serve a rendere l’idea.
E io dov’ero?Fammi pensare.Io ero in negozio, a vendere mutande e t-shirt.Aspetta…analizziamo la situazione.Io facevo il commerciante e tu strisciavi per terra recitando:Respingimi, disprezzami, tormentami ma lasciami venir con te anche se indegna!No, non c’è storia.Io ancorato alla realtà, e tu volteggiando in mondi fantastici.Beh cosa potevo aspettarmi.Del resto l’ho scelto io di ancorare i miei piedi per terra, sono io che ho deciso di sfidare la realtà perchè non avevo piu’ soddisfazione nello sfidare i miei sogni.
Colpa mia.
Ma come ti dissi, la commedia diventa farsa.Accade quando lo spettatore si guarda attorno con aria perplessa e comincia a chiedersi: “Ma quelli ci sono o ci fanno…”Per carità, il palcoscenico è un posto meraviglioso dove nascondersi, ma la differenza fra attore e spettatore, è che il primo puo’ permettersi il lusso di mentirsi tutta la vita, per il secondo lo spettacolo è solo una parentesi falsa persa tra le pagine di una storia vera.Tu sei attrice, io sono spettatore.Tu voli, io cammino.Tu avverti l’insostenibile leggerezza del non essere e godi, io avverto l’insostenibile leggerezza dell’essere e soffro.Tu puoi permetterti le citazioni senza l’esperienza reale, tu puoi definirti comunista senza sapere cosa significa, tu puoi piangere per il gusto di assaggiare le tue lacrime, perchè hai scelto il falso al reale, o se preferisci la fantasia alla realtà.Io sono ancorato alla consapevolezza, hai presente uno di quei guerrieri che guarda da lontano la sua patria messa a fuoco e fiamme, immagina che la mia patria fosse tutto quell’insieme di certezze che l’esperienze a poco a poco svanga, come si svangano le radici prima che attacchino al terreno.Come si uccidono i sogni prima che diventino illusioni.Bene.Lo spettatore ha assistito allo show.Bello.L’amore, la fine dell’amore, l’amore impossibile, la confessione, perfetto.Potrei alzarmi in piedi ed applaudire se non fosse che ho letto nel cartellone il mio nome tra i protagonisti.Ed io odio recitare, anche se accade contro la mia volontà, anche se sono messo in mezzo inconsapevolmente.
Citare le proprie sofferenze è poco poetico, ma mi permette di sentirmi vero.
Vero.Il contrario di falso.Falsi, non per forza, ma per scelta.E questa falsità ha l’alibi di essere confusa con arte.Ma ricordati, piccola bambina, che fino a prova contraria è la realtà a ispirare l’arte e non viceversa.Pensaci, perchè ormai tutti i cosiddetti artisti che conosco, tu compresa, fate l’opposto, invadere il reale con le vostre finzioni, darvi una ragione di essere in funzione della vostra capacità di trovarvi un ruolo, la vigliaccheria congenita di chi cerca se stesso al di fuori di se.
Vomitato.
Ora sto meglio.Ogni tanto fa bene ubriacarsi, serve a ritrovarsi, e il mal di testa del giorno dopo ha la funzione terapeutica di compensare un euforia falsa.Buonanotte.
Guido Prussia

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