No, aspetta

No, aspetta…, non cerco pietà ne comprensione, è tutta colpa mia.
Quello che cerco è che tu mi voglia bene anche sapendomi colpevole.
A mia discolpa devi sapere che ho sempre fatto del male solo a me stesso, mi sono concesso il paradiso e l’inferno, la gioia e il dolore, mi sono buttato nel mare in tempesta e sono stato salvato da un branco di sirene che mi hanno deposto sulle rive di un isola deserta, ho acceso fuochi nel tentativo di essere ritrovato e quando è successo mi sono chiesto se non era meglio restare là.
Ci sono state volte che cercavo monete sotto i sedili dell’auto per ricavarci un panino e volte in cui ho speso un capitale per una chitarra o per un viaggio che non sarebbe dovuto finire mai.
Mi sono perso in un sacco di strade e giocavo a ritrovarmi senza usare nessuna mappa, semplicemente andavo, fino a quando non trovavo un qualcosa di familiare che sapesse darmi una direzione.
Sul domani non ho nessuna certezza.
Lo aspetto come si aspetta un appuntamento al buio.
Con tutte le aspettative che si appoggiano sulle spalle fragili di una donna di cui conosci solo l’ora in cui busserà alla tua porta.
La aspetterò seduto sul divano leggendo su un vecchio Topolino una storia ambientata a Paperopoli nel periodo natalizio.
Mentre Paperina manda a fare in culo il fortunato e cinico Gastone perché è troppo affascinata dalla passione di Paperino per gli addobbi natalizi.
Se mi chiedi cosa penso della vita ti rispondo che è un casino.
Un vero casino, hai presente una mansarda in cui hai riposto tutto ciò che hai amato, e tutti a dirti che è stupido accumulare cose, tutti a consigliarti di buttare via tutto.
Ma loro che ne sanno di quello che mi dice quella bambola indiana comperata nel 1989 a Kayenta, che ne sanno dei consigli che è capace di darmi quel minuscolo yoda, e come spiegare quante minuscole canzoni ho composto con quella minuscola pianola.
Riuscirò mai a spiegare quanta pazienza ci è voluta per stampare quel quadro di hopper su quel pezzo di cemento.
La vita è un casino di cose accadute che ti volano intorno come falene in attesa che tu accenda una luce.
Bruciarsi le ali nel tentativo di scoprire cosa si nasconde dietro l’abbaglio.
Quello che vorrei è che tu mi voglia bene anche sapendo che è colpa mia.
Non so resistere alla tentazione di scoprire cos’è che fa tanta luce dentro quella maledetta e stupenda lampadina…

Se bastasse amare

Se bastasse amare per essere amati,
Se bastasse guardare per essere guardati,
Se bastasse toccare per essere toccati
Avrei risolto il problema della mia solitudine
Amandoti
Guardandoti
E toccandoti.
Ma il gioco ha regole diverse
E se ti nascondi verranno a cercarti
E se non guardi verrai visto
E se non tocchi si faranno toccare.
Io mi sveglio la mattina
Osservando la mia mano che ancora dorme
E sembra chiudersi su altra mano
Pronta ad afferrare il sogno
Di un amore che capovolge le regole.

L’uomo Ragno

L’uomo Ragno è stato per me un amico che tenevo fra le mie manine facendolo volare da una scrivania al letto.
Appoggiato su un davanzale sfidava il mondo intero e se prendevo un sacco di botte mi nascondevo sotto le coperte tenendolo stretto, bagnando il suo costume con le mie lacrime.
Era la prova che si poteva essere alti 20 centimetri e non avere paura di niente, e se avevo bisogno di parlare con qualcuno che sapesse ascoltarmi lui era il super eroe giusto a cui confidare ogni segreto.
L’ho spogliato e rivestito del suo costume mille volte, scoprendo come la normalità potesse diventare super o come il super potesse essere normale.
Lo persi una volta e passai un anno della mia vita a cercarlo in ogni angolo della mia cameretta, l’ho ricomprato, trovandolo su ebay, 30 anni dopo ed ora sorveglia casa mia dall’alto del piu’ alto scaffale di una libreria.
Sta li a ricordarmi che sono stato bambino, sta li a ricordarmi che sapevo giocare, sta li a ricordarmi che non importa cosa ami cio’ che conta è che tu sappia amare.
Amare anche un pupazzo che quando tuo padre ti faceva paura c’era lui a doverti consolare facendoti sperare di essere un giorno cosi’ forte da poter scappare, magari passando dalla finestra, volando da un palazzo all’altro con una ragnatela per poi appollaiarsi sullo spigolo di un grattacielo e dall’alto scoprire che non basta crederci per essere sicuri che sia vero.

Devo essere davvero invecchiato giocando se piango per Stan Lee.

Non c’era verso

Non c’era verso di farla desistere dal volermi dipingere di azzurro la casa.
Saliva e scendeva dalla scala inzuppando il pennello in un secchio, passandolo poi tra le pieghe di legno di un muro eroso dal salino.
Io dentro scrivevo una storia che parlava di un esercito di pirati sbarcati su un isola d’oro dove non cresceva nulla e dove nulla era commestibile.
Furono salvati da una sirena al quale offrirono secchi d’oro per una notte d’amore, lei non si concesse e il prezzo dell’oro ebbe un crollo vertiginoso.
I pirati abbandonarono l’isola per giungere in una terra dove l’unica ricchezza disponibile era buona da mangiare.
E mentre la mia casa stava diventando color del cielo fino quasi a diventare invisibile all’orizzonte io notai che lei si puliva le mani sporche di vernice strofinandole contro una salopette di jeans e la cosa mi sembrò cosi’ poetica che su un foglio scrissi:
Non ho mai visto nulla di più pulito delle macchie sul tuo vestito, non ho mai udito nulla di più sincero delle bugie che ti hanno salvato, non ho mai perso tanto fiato come quando ti aspettai immobile, non ho mai visto nulla di cosi’ forte che sia forte come te quando ti mostri fragile.

Quando

Quando morirò
Non venite a trovarmi
Al cimitero
Io non sarò lì
Se volete davvero
Venirmi a trovare
Venite all’artist’s point
Nella Monument Valley
E possibilmente
Non fate troppo rumore.

non so essere migliore

non so essere migliore
non so essere peggiore
riesco a malapena ad essere me stessa
a volte neanche quello
lo diresti che sono stata una bambina
a sette anni ero la più veloce sul mio cavallo
riuscivo a strappare un fiocco
arrotolato sulla cima di un albero
stando in piedi sul dorso dell’animale
sognavo
non so bene cosa
ma sognavo
poi sono diventata grande
grande abbastanza da tenere in una mano
una bottiglia di vodka
e la vodka si è bevuta i miei sogni
ruttandoli via come ossigeno superfluo
lasciandomi solo un vuoto a perdere
non so essere migliore
non so essere peggiore
forse non so più’ nemmeno essere
la cosa più incredibile
è che guardandoci
tu in macchina e io in piedi
ci stiamo chiedendo la stessa cosa
chi sei?
nella speranza di capire
dal nostro rispettivo sguardo
chi siamo

avete mai provato

avete mai provato quell’ebbrezza
data dal non possedere nulla
dal non avere nulla da perdere
camminare sotto la pioggia
ed essere cosi’ bagnati
da non potersi bagnare
entrare in un bar
ordinare un caffè
dire che non sai come pagare
e per un caffè
sentirti odiare
cercare qualche moneta dimenticata
in qualche carrello della spesa
l’immaginazione che traduce quella moneta
in cose da mangiare
un euro ci esce un panino
se ho pazienza ne trovo altri due
e ci esce del prosciutto
se ho ancora pazienza
magari ne trovo un altro
e ci aggiungo qualcosa da bere
e sento di avere un cuore da lupo
forse per questo non vedo l’ora
che arrivi l’ora
in cui tutti vanno a dormire
per camminare
senza sentirmi guardare
lo so che mi dovrei pulire
lo faccio quando lo posso fare
potere per me non è una cosa normale
forse non lo capite
anche questo è normale
per essere un uomo faccio paura
per essere un lupo faccio tenerezza
l’assistente sociale
mi disse che avrei bisogno di una carezza
ma anche le carezze hanno il loro prezzo
e io non saprei come fare per ricambiare
dico soltanto che non è colpa mia
se ho un istinto di sopravvivenza
che mi impedisce di togliere il disturbo
consolatevi col fatto che dicono che l’inverno
sarà molto freddo
voi scriverete qualche post
su come sia scomodo restare in casa
se fuori nevica
io forse mi addormenterò
senza riuscirmi più a svegliare
una cosa ve la devo dire
non si è poveri
solo perchè non si è capaci di giocare
a volte si è poveri
perchè chi ha scritto le regole
non ha pensato a come punire
chi non si fa problemi a barare
sai come quando ti fanno uno sgambetto
e cadi male
non è mica detto che ti riesci a rialzare

La sirena

Non devi vederla da lontano.
Avvicinati, entra nella fontana e osservala dal basso all’alto fino a quando vedrai i suoi piedi appoggiarsi sul mare.
L’avresti mai detto che quella piccola statua potesse apparire cosi’ bella?
Ci sono cose che basta osservarle dalla giusta prospettiva per renderle meravigliose.

Ti regalo la mia mano

Ti regalo la mia mano
Puoi usarla quando vuoi
Può scaldare la tua mano
Aprire una porta che non riesci ad aprire
Sa svitare coperchi bloccati
Scartavetrare un muro
La puoi usare per accarezzarti
Puoi far viaggiare le tue dita sulle mie vene
O leggerne la storia tra le sue linee
Puoi indossare i suoi anelli
Puoi usare le sue dita per contare
Se ti perdi chiedile di portarti a casa
Se hai paura chiedile di difenderti
Puoi farne tutto ciò che vuoi
Tranne che chiederle
Di farti del male.
Perchè non ne è capace.

Ti ho cercato

Ti ho cercato
Dio sa quanto ti ho cercato
Come si cercano chiavi di casa perse nella neve
Seguendo le mie orme che stanno scomparendo
Con lo sguardo fisso a trovare un indizio
Fino a scoprire nel bianco
Una piccola ombra scura
Rimanendo fermo per un attimo
A godermi la speranza
Che in quella piccola ombra scura
Si nasconda
La possibilità
Di tornare
A casa.