Vi racconto un sogno

Vi racconto un sogno.
C’era un giorno, tanti anni fa, anzi tantissimi.
C’era un giorno in cui un uomo camminando su una strada in discesa si fermò a guardare la porta aperta di una casa.
Dove ero.
Lasciatemi pensare.
Brasile, si deve essere il Brasile, sento parlare in portoghese.
Comunque l’uomo si avvicina alla porta di casa e sente una bambina piangere.
Mette la testa dentro e non vede nessuno.
Solo una carrozzella da cui proviene il pianto.
Lui sa che non si dovrebbe entrare nelle case di altri, ma è troppo curioso e decide di entrare lo stesso.
Si avvicina alla bambina fino ad incontrare il suo sguardo.
L’uomo e la bambina si guardano.
La bambina smette di piangere e allunga la piccola mano verso terra e poi verso quella persona sconosciuta.
Vuole qualcosa.
L’uomo vede caduto sul pavimento un ciuccio.
Lo raccoglie e lo appoggia sulla mano della bambina.
La bambina sorride e ricomincia a ciucciare.
Tranquilla.
L’uomo soddisfatto esce dalla casa e riprende a camminare per quella lunga e stretta strada in discesa.
Il padre della bambina era morto prima che la bambina nascesse, la madre non volle mai raccontare alla piccola perchè il papà di sua figlia era stato ucciso.
E la piccola non raccontò mai alla madre di quando suo padre tornò a farle capire che non era scomparso.
Un uomo camminava per le strade del Brasile non sapendo di essere diventato padre e di essere morto senza nemmeno essersene accorto.

Guido Prussia
Photo di Guido Prussia

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