Ti ricordi

Ti ricordi quei giorni quando la salita ci modellava le gambe ed eravamo bambini con polpacci d’acciaio.
Spuntava il mare tra la galleria e il pennone della bandiera, sembrava cosi’ lontano ed era cosi’ vicino che arrivarci era una via di mezzo tra un miracolo e uno scherzo.
Le regole della casa erano cosi’ certe che era facile pensare che fossero le regole del mondo, e se erano le regole del mondo erano piu’ facili da sopportare.
Eravamo bambini con l’istinto che permetteva di conoscere in anticipo quello che era permesso e quello che non era permesso.
Incredibile vedere come il Duemila ci ha portato una generazione di figli che fanno da genitori ai loro padri e alle loro madri.
E come genitori senza pietà i figli inchiodano i padri alla loro incapacità di essere autorevoli.
Non scambierei mai le botte di mio padre con la melliflua amicizia che unisce i genitori moderni ai loro bambini viziati.
Erano giorni in cui per le scale non esistevano ascensori e per le salite non esistevano seggiovie.
Era tutta una questione di gambe.
Per fuggire e per tornare.
L’uomo e la donna si insegnano da bambini.
Preparatevi a un futuro senza uomini e senza donne.

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