Maledette Pigne

Maledette pigne.
Cadono sul tetto del van facendomi svegliare.
Ogni volta sembra un attacco nemico.
Lui non si sveglia mai.
Privilegi dell’esperienza che ti insegna che una pigna non potrà mai farti del male nonostante il rimbombo.
Quante cose devo ancora imparare.
Vivere dovrebbe servire a questo.
Fare esperienze, incastrarle nel dna, trasformarle in istinto e passarle ai tuoi figli che le passeranno ai tuoi nipoti.
Oggi abbiamo viaggiato molto, ci siamo fermati solo al tramonto in una città strana che mi ha messo in imbarazzo.
Nei giardini lungo la strada c’erano piccole statue di marmo raffiguranti angioletti.
Non c’era giardino senza angioletto e ho passeggiato un ora cercando un posto libero da angeli per fare le mie cose.
Vi confesso una cosa riguardo alle statue.
Sono il luogo dove amano dimorare gli spiriti.
L’unica occasione che gli rimane per darsi una fattezza umana.
Ogni bambola, pupazzo statua o bambolotto ospita qualcuno.
Non sono stupidi i bambini che li trattano come fossero vivi, sono stupidi i grandi che non ne riconoscono la vita.
In questa città ricolma di piccole statue c’era un cagnolino abbandonato che girava da solo nascondendosi dietro i cespugli.
Aveva lo sguardo triste di chi ha dovuto ammettere a se stesso che una volta addomesticati non si puo’ piu’ fare a meno di avere un padrone.
Se non impari a cacciare sei condannato alla dipendenza.
Ha ragione, non imparero’ mai a cacciare, sono piccolo e ho due canini che non saprebbero uccidere nemmeno un topo, sono nato per fare compagnia non per uccidere.
L’ho visto allontanarsi con uno sguardo malinconico, il mio guinzaglio gli ricordava i giorni in cui l’essere legati significava essere amati.
La cosa piu’ bella che ho visto oggi è un enorme girasole di legno che da lontano sembrava vero.
Era appoggiato su una panchina, non ho capito se è stato dimenticato o se era li per attirare l’attenzione.
Accanto al girasole era seduta una ragazza con un vestito giallo, lei e il fiore sembravano una cosa sola.
Lui si è avvicinato e le ha chiesto qualcosa, si è seduto e hanno cominciato a parlare.
La ragazza non appena lui si è seduto ha accavallato le gambe , lui ha lanciato un occhiata alle sue ginocchia e ha notato una cicatrice.
E io so che lui ama le ragazze che hanno cicatrici sulle ginocchia.
Le viene in mente una ragazza che ama correre e correndo a volte cade e atterra sulle ginocchia.
Esce il sangue e si forma quella cicatrice che ti viene voglia di grattare ma se la gratti non va piu’ via.
Rimane il segno che è una medaglia, ti ricorderà sempre che sei stata giovane, veloce e ribelle e sei caduta nel tentativo di sfidarti.
Hanno parlato fino al tramonto mentre io giocavo con un ciuffo d’erba.
Ricordo il racconto di un mercante d’armi che chiamo’ la città Angelica per dimostrare a sua moglie quanto la amava.
Mi sono addormentato chiedendomi come si fa a convincere tutte le mogli di una città a vivere in un luogo che ha il nome di una moglie sola.
Mi sono svegliato che era buio.
Abbiamo passeggiato fino a una casetta bianca con un patio meraviglioso di fronte al quale c’era un cuscino.
Qui abita un altro cane.
Ci ha aperto la ragazza con la cicatrice sulle ginocchia. Dietro di lei c’era un muso schiacciato che mi guardava sospettoso.
Io scodinzolo, lui scodinzola.
Si fa presto a diventare amici.
Ho passato la sera a provare il suo divano, i suoi tappeti, abbiamo corso su e giu’ per le scale ed ho persino mangiato dalla sua scodella.
Tutto questo mentre lui e lei seduti in cucina ridevano.
Se due umani ridono e sono maschio e femmina persino un cucciolo come me capisce che stanotte non si dorme sul van.
Lei ha un abito a fiori corto ed è senza scarpe con i piedi appoggiati con le punte sul pavimento di legno, lui le sfiora le gambe con le sue gambe e poi si ritrae come se lo scontro fosse fortuito.
Fino a che l’inaspettato toccarsi diventa voluto.
Stanotte niente pigne sul tetto.
Buonanotte.

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