Prima voi…


Quentin era felice.
Aveva avuto un idea fantastica.
Giunto sulla soglia dei settanta aveva pensato che non gli dispiaceva morire, ma trovava insopportabile l’idea di lasciare questo mondo prima di quelli che gli avevano reso la vita un inferno.
Non erano molte persone.
Forse quattro, stando larghi cinque ma non più di sei.
Aveva preso appuntamento per il giorno dopo per una tac total body a seguito di un linfonodo addominale ingrossato.
C’era qualche possibilità che il dottore non avesse buone notizie.
L’idea era questa.
Se ci fosse stata una malattia incurabile lui non sarebbe stato il bersaglio principale.
Avrebbe preparato una lista di alcune persone che non avendo più nulla da perdere avrebbe mandato all’inferno prima di lui.
Arrivato a casa Quentin va verso la scrivania, prende un foglio e una penna, poi va in cucina, apre il frigo, prende 4 polpette di maiale avanzate e la bottiglia di Jack Daniel.
Seduto sullo sgabello e con il foglio appoggiato al tavolo segna sul tavolo i primi quattro nomi.
Non ci deve nemmeno pensare.
Il primo lo aveva fregato in un grosso affare e l’aveva lasciato col culo per terra.
Lui se ne andrà prima di me.
Il secondo lo aveva colpito alle spalle con una spranga semplicemente perchè lui gli stava scopando la moglie. 
Da allora provava dolori alla schiena.
Lui se ne andrà prima di me.
Il terzo era un ragazzo che aveva trascinato sua figlia ad un party dandole un qualche cazzo di acido che l’aveva portata a un passo dal coma.
Lui se ne andrà prima di me.
Il quarto l’aveva portato in tribunale accusandolo di truffa quando il truffato era lui.
Lui se ne andrà prima di me.
C’erano altre due persone su cui era indeciso.
Decise di non decidere. Per ora poteva bastare.
Pensava sorridendo a cosa avrebbero pensato quei quattro figli di puttana se avessero saputo che domani avrebbero subito inconsapevolmente una tac total body dalla quale dipendeva la loro vita.
Quentin arrivò al punto della situazione.
Certe volte il problema non è andarsene, ma andarsene prima che la festa sia finita.
Si spostò sul divano e face partire un disco di Neil Young e si addormentò.
Sognò di essere a Kiev con Luba sopra di lui che lo guardava negli occhi ringraziandolo per averla fatta godere.

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