Ci sarebbe una pena perfetta per chi violenta o tratta male una donna, bianco, nero o giallo che sia. Basterebbe trovare un sistema per far provare a loro la stessa sofferenza che ha provato la loro madre nel metterli al mondo. Noi uomini cosi’… Continua a leggere “La pena perfetta”
E se fai una capriola mica puoi essere sicuro di cadere in piedi. Ed è questo il bello della capriola. Ne potrei fare una filosofia di vita e chiamarla Capriolenza. Alla base c’è il fatto che ogni cosa che fai produce conseguenze non completamente… Continua a leggere “Capriolenza”
La tristezza è un vestito che ha bisogno di saper essere indossato. Non è come mettersi una tuta per andare a correre. La tristezza è un abito scuro attillato che arriva fino alle caviglie che non permette di correre, quando lo indossi devi camminare… Continua a leggere “La tristezza”
Procediamo per passioni. E le passioni cambiano come i territori da esplorare. E’ intuibile che uno dei motivi che ci spingono a sopravvivere e’ la possibilita’ che ci siano nuovi paesaggi. Ma tu sei ancorata in quel porto abbandonato. Barca lasciata a se stessa… Continua a leggere “Procediamo per passioni”
Meglio a stomaco vuoto. Fa effetto prima. Che grande invenzione l’ibuprofene. Fotte il mal di testa e fa tornare la vita bella come il sole. E poi dicono che il progresso sia solo un processo degenerativo. Ma cento anni fa ce l’avevano l’ibuprofene? O… Continua a leggere “Ibuprofene”
Favoletta camminava sulla strada che dal paese portava alla cascina portando un cesto di frutta e un cappello in testa. Favoletta amava la sua cascina perchè c’era la frutta fresca le mucche i cavalli e le galline che lei chiamava per nome, dava il… Continua a leggere “Favoletta”
No, la foto della mia classe al Ginnasio non me la posso bruciare in un attimo. Prima di tutto ci vuole una musica adatta ed è per questo che metto su un disco di De Gregori, quello con Generale e Renoir, anno 1978. Più… Continua a leggere “Foto di classe”
La bambina mi chiede: Veramente posso sapere gli anni dell’albero contando gli anelli concentrici? Si che puoi. E come mai? La pianta produce un legno chiaro in primavera e un legno scuro in inverno. Veramente? Si. E le sue dita lentamente contano 1,2,3,4,5,6,7,8,9. Questo… Continua a leggere “Gli anni dell’albero”
Ti ricordi quei giorni quando la salita ci modellava le gambe ed eravamo bambini con polpacci d’acciaio. Spuntava il mare tra la galleria e il pennone della bandiera, sembrava cosi’ lontano ed era cosi’ vicino che arrivarci era una via di mezzo tra un… Continua a leggere “Ti ricordi”
se lasci andare le dita sulla tastiera senza pensarci scopri che gli spiriti non amano usare gli apostrofi e trovano superflua la punteggiatura e se hai voglia di toglierti le scarpe si innervosiscono perchè stai solo togliendo tempo al loro breve tempo di ispirazione… Continua a leggere “Battitore di tasti”
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