Ho sul braccio…

Ho sul braccio…

Ho sul braccio tatuato il nome di una donna che sta con un altro uomo.
Ho nel taschino un pacchetto di sigarette Chesterfield e nel cruscotto una birra calda.
Ho sotto il sedile lo scontrino di una notte con Josephine che andandosene mi disse di chiamarsi Sylvia.
Ho sotto le scarpe l’impronta della terra e al dito porto un anello con la faccia di lupo.
E ho un piccolo sacchetto di pelle pieno di paura che tengo al collo per ricordarmi che devo fermarmi un attimo prima che non abbia più la possibilità di farlo.
E sono pazzo come un matto che si è tuffato in un fiume di whiskey per dimenticare, ricordandosi appena in tempo che non sapeva nuotare.
Ho una voce stonata che canta, una gamba rotta che corre, ho un occhio cieco che vede nel buio e una mano che cerca sotto il letto la testa del cane per addormentarsi accarezzando qualcosa di morbido.
Ho un cuore che sapeva amare, sapeva cosi’ tanto amare, da consumarsi come si consuma un dentifricio, lo shampoo o la schiuma da barba.
Solo che tra gli scaffali del supermercato non vendono cuori di riserva ma solo tonnellate di cibo e puttanate varie.
Mi hai raccolto trovandomi perso sull’asfalto, ho pensato che se avessi avuto coraggio mi sarei schiuso come un riccio sul palmo della tua mano e ti avrei guardato con due occhi vispi chiedendoti con lo sguardo di farmi grattini sulla pancia.
Ti racconto una storia.
Ho frequentato un bar per molto tempo solo per incontrare una donna.
Ogni notte finiva di lavorare alle tre.
Io l’aspettavo sul retro, si cambiava saliva sulla mia macchina e andavamo in un motel che sapeva di fumo e moquette.
Si faceva l’amore e vedevamo l’alba tutte le mattine.
Duro’ il tempo che dura una sigaretta poi prima che diventasse un mozzicone ci siamo detti addio senza dire una parola.
A volte ho l’impressione che la vita sia una giostra, tu paghi la tua corsa senza sapere quanto dura.
E comunque dura sempre troppo poco.
Come ogni gioco.
Buonanotte.