Primo Incontro con gli indiani

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La prima volta che incontrai gli Indiani era il 1984, avvenne poco prima di arrivare alla Monument Valley.
Stavo percorrendo la 163 quando sulla sinistra vedi delle casupole di legno con delle bandiere e decisi di fermarmi.
Voltai, parcheggiai, scesi dall’auto e li trovai una famiglia di Nativi che mangiavano seduti a un tavolo.
Salutai e chiesi se potevo sedermi con loro, e loro mi invitarono al loro tavolo.
Ero felice, di quel genere di felicità che il bambino prova la vigilia di Natale.
Di quella felicità che il ragazzo prova la prima volta che scopre di piacere a una ragazza.
Di quella felicità che prova il cercatore di stelle nell’individuare una nuova costellazione.
Di quella felicità che il musicista prova nell’individuare la melodia che aveva sempre cercato.
Di quella felicità che prova il gabbiano quando danza nel vento.
Di quella felicità che travolge il lupo quando sorge la luna piena.
Sono passati troppi anni per ricordare di cosa parlammo e se parlammo.
Ma ricordo la sorpresa nello scoprire che non tutte le favole sono incompatibili con la realtà.
Probabilmente se non ci fosse questa fotografia dubiterei di aver vissuto quella storia.
Invece sono proprio io e loro sono proprio loro, e la vita è proprio la vita, un treno che va di fretta e ti permette di osservare ogni paesaggio in movimento da un finestrino abbassato.
Non fai tempo a dire:
Guarda!
Che non c’è più niente da guardare e qualcosa da ricordare.
Guido Prussia

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