Lily Dale

Avete un amico a cui credete ciecamente?
Una di quelle persone che se vi raccontasse di essere stato rapito dagli alieni voi non mettereste in dubbio il suo racconto.
Io avevo un amico cosi’.
Si chiamava Giorgio Medail.
Prima fu il mio capo, poi divenne il mio maestro ed infine ci ritrovammo amici.
Giorgio si interessava di esoterismo e di tutto cio’ che potremmo chiamare “misterioso”.
Naturale che venne a Lily Dale nello stato di New York.
E’ una comunità dove sono ammessi solo spiritisti e medium che hanno frequentato almeno per un anno la chiesa spiritista locale.
Giorgio venne qui e torno’ con una cassetta video.
Un giorno mi chiamo’ nel suo ufficio e mi disse: Guarda!
E sulla televisione vidi comparire un enorme salone nel mezzo del quale c’era un enorme tavolo di legno e una medium anziana.
A un certo punto l’enorme tavolo comincia a girare come impazzito per la stanza e a rispondere, battendo le gambe sul pavimento, alle domande di Giorgio.
Cio’ che vidi mi lascio’ senza parole.
Non tanto per il fatto che il tavolo si muovesse da solo, ma per l’incredibile sequenza di risposte logiche che il tavolo diede alle domande che gli venivano poste.
Naturalmente la spiegazione era che attraverso il tavolo era uno spirito a comunicare.
Chiesi a Giorgio mille volte: Ma era tutto vero?
E mille volte mi rispose di si.
Il tavolo lui non riusciva nemmeno a sollevarlo tanto era pesante, eppure comincio’ a girare e a muoversi da solo come una piuma spinta da un vento intelligente.
Tutto questo avveniva circa 20 anni fa ed è da allora che ho come l’obiettivo di passare da Lily Dale.
Curioso di vedere quali energie si avvertissero in un luogo dove vivono umani che ogni giorno comunicano con gli spiriti.
E ieri finalmente entro nella comunità di Lily Dale.
Le strade sono deserte, l’unica persona che incontro è un vecchio signore con un bastone in mano, gli tremano le mani per il parkinson, gli chiedo se è un medium, mi risponde che lui è spiritualista ma non medium.
E dove sono i medium? Chiedo.
Sei passato fuori stagione. Mi risponde.
I medium arrivano con l’estate.
Come i gelsomini gialli, le fresie e le begonie.
Il giardino è senza fiori oggi ma non voglio andarmene.
Non ancora.
E cammino.
Ci sono luci dentro le case, intravedo nuche che spuntano da divani, televisioni accese, un anziana signora su una poltrona e un marito e moglie che entrano nella chiesa spiritualista.
Li rincorro.
Mi vedono e sorridono.
L’uomo è molto anziano.
Glielo chiedo o non glielo chiedo?
Glielo chiedo.
“Mi scusi lei vive qui?”
“Si.”
“Lei crede agli spiriti?”
Sorride.
“Certo che ci credo.”
“E se una bambina muore a pochi mesi di vita. Il suo spirito si è gia’ formato?”
“Si. E se il suo corpo muore, il suo spirito invece continua a crescere.”
Grazie.
Esco dalla chiesa, ma prima fotografo un quadro raffigurante una casetta sotto la neve.
Torno per le stradine deserte.
C’è un tempio all’aperto. Poi una stradina che porta verso un lago. E angeli dappertutto.
E dentro di me porto il ricordo di Giorgio.
Ogni passo che faccio penso che lo fece anche lui, quello che guardo penso che anche lui lo vide, e gli parlo camminando come se fosse li.
Poi torno al van, metto in moto e me ne vado da Lily Dale.
Guardo dallo specchietto retrovisore il cancello allontanarsi.
Poi sposto lo sguardo sui miei occhi riflessi nello specchietto e vedo gli occhi mio padre che mi guardano.
Benedetta Lily Dale.

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