Trasmissione a posto (almeno per ora)

Strano guidare senza ascoltare la trasmissione mandare urli minacciosi.
Un altra vita.
Alle sei sono sveglio, stanotte c’erano tre gradi, per questo ho infilato Baby dentro il sacco a pelo ed abbiamo dormito abbracciati scaldandoci a vicenda.
Jack è rimasto sopra la coperta protetto da una felpa imbottita.
Direzione nord, si lascia Bismarck e si va verso Stanton sempre in North Dakota.
E’ una strada statale che passa in mezzo a fattorie, campi dove pascolano mucche e laghi sparsi qua e là.
A me mi fotte la storia.
Quella con protagonisti esploratori, indiani, cowboy, insomma la grande epopea della conquista del west.
La storia mi frega perché mi seduce e mi obbliga ad inseguirla, si lascia prendere solo in qualche luogo dove il ricordo di quello che è accaduto è incancellabile.
Come sulle rive del Missouri dove gli indiani Hidatsa costruirono il loro villaggio formato da 50/60 Earth Lodge.
Arrivo e c’è una strada che porta verso il fiume.
A fare rumore sono solo il vento e una miriade di uccellini, il fiume prosegue silenzioso come un serpente a caccia di una preda.
Non posso fare a meno di immaginare il risveglio nel villaggio con le donne che vanno al fiume a prendere l’acqua e a lavarsi.
Un immagine costruita da mille film che oggi sembra dannatamente reale.
Cosi’ reale che quasi spero di veder comparire una squaw spuntare da un ansa del fiume, in una stretta lingua di terra che divide l’acqua da un piccolo strapiombo.
Dimentico la strada che mi ha portato fino qui, dimentico l’asfalto, le aree di servizio e persino il van.
Nell’ottocento tutto questo non c’era e questo fiume regala l’illusione del passato che si fa presente.
Niente foto, niente telefono, niente per mezz’ora.
Solo io, il fiume, gli uccellini e alberi che si godono il momento di gloria che l’estate gli regala.
Dispiace solo la presenza di una scala che facilità la discesa al fiume.
Qualcosa di comodo che diventa scomodo per il mio viaggio fantastico e che annullo dalla vista concentrandomi sulla riva opposta.
I luoghi raccontano storie e il tempo è solo un sipario dietro il quale tutto si ripete all’infinito.
Qua vivevano, qua cacciavano, qui le donne si dedicavano ai loro piccoli orti, da qui partivano per la caccia al bisonte e qui tornavano felici o affranti.
Incapaci di immaginare che tutto sarebbe finito.
Chi vive guardando ogni giorno scorrere il fiume da nord verso sud non prende nemmeno in considerazione che qualcuno desideri invertirne il corso rischiando di svuotare il mare e allagare le terra.

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