Sink

Se vedo ancora dentro al lavandino navigare un veliero,
se vedo ancora nei miei occhi gli occhi di un guerriero,
se non vedo ancora la fine della storia
se viaggio più’ nel futuro che nella memoria
è perche’ tra tutte le cose che mi hanno impedito di fare
non sono mai riusciti ad impedirmi di sognare.

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Incompatibilità

Incompatibilità.
Lei: “Cerco la spiritualità.”
Io: “Hai provato sotto il tappeto?”

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Carne e Bronzo

“Cos’hai?”
Chiese l’uomo di bronzo.
“Nulla.”
Rispose l’uomo di carne.“
Cos’è il nulla?”
Chiese l’uomo di bronzo.“
“E’ parlare con un uomo di bronzo.”
Rispose l’uomo di carne.

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Occhi chiusi

Amo il mare perché lo posso guardare anche ad occhi chiusi.
E solo ad occhi chiusi rivedo le persone che ho amato e che non sono piu’ con me.

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Le rondini di Terezin

Le rondini amano le docce del Grand Hotel Terezin.
E puoi credere in cio’ che vuoi
puoi credere che siano angeli
o anime di bambini
o spiriti di artisti che con le ali
scrivono poesie nell’aria.
Al Grand Hotel Terezin
si sente una gran nostalgia di casa
e la bambina che dalla finestra guarda il fiume
chiede a dio di imparare a volare.
Per questo le rondini amano le docce del Grand Hotel Terezin.

Alla fine cosa ti rimane

Alla fine cosa ti rimane.
Un mazzo di carte e nessuno con cui giocare.
Ogni carta un ricordo, ogni ricordo un dubbio.
Ero veramente io quel giorno, in quel posto e con lei?
Camminando per la città antica a caccia di un portone
mi domando se la mia ostinazione a non consultare una mappa
sia dovuta al tentativo inconscio di non trovare quella casa
o semplicemente è la voglia di allungare il tempo che manca
all’incontro con il passato.
Ci siamo conosciuti a Ceste Budejovice,
corretto
Io andavo verso Nord tu uscivi da qualcosa che sembrava un cimitero,
non sembrava un cimitero, lo era,
corretto
ti ho dato un passaggio fino al paese e non abbiamo detto una parola
corretto
poi prima di andarmene tu mi hai chiesto come mi chiamavo
e io ti ho chiesto come ti chiamavi
corretto
e poi sei venuta con me.
E poi sono venuta con te.
E prima di entrare in casa
davanti a quel portone
ci siamo baciati in due lingue diverse
capendo perfettamente cosa volevamo dirci.
Ora tu sei con tuo marito
che guarda le olimpiadi
io sono a caccia di un portone
come se un portone
fosse una DeLorean
capace di far ricominciare tutto daccapo.
Daccapo un cazzo,
si diventa cacciatori di ricordi
e una volta uccisa la preda
ci si accorge che è immangiabile.
Alla fine cosa ti rimane
Un mazzo di carte e nessuno con cui giocare.
G.P.

Photo by Guido Prussia

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Mi manca

Mi manca
La prova
Che tutto cio’
Che mi sta accadendo
Sia qualcosa di vero.
Mi manca
La controprova
Della tua opinione
Paragonata alla mia.
Mi manca
Il sorriso ingenuo
Del bambino
Che ha vinto
Una scommessa
Scommettendo
Su se stesso.
Mi manca
L’orizzonte aperto
Che concede innumerevoli
Vie di fuga.
Mi manca
La parola gentile
Di uno sconosciuto
Che si accorge dallo sguardo
Che qualcosa non va
E timidamente chiede:”Cosa c’è?”.
Mi manca
Quella sensazione
Che il tempo
Non abbia mai fine
Come le attese
Indefinite
Di desideri indefinibili.
Mi manca
Il poter pronunciare
Quella manciata di parole
Che girano intorno
Al sentimento amoroso
Quel mucchio disordinato
Di suoni
Che ti portavano
A colmare
La distanza
Fra me e te.
Mi manca
La musica ispirata
Da un intuizione
Con l’artista
Che non si chiederà mai:
“Piacerà?”.
Mi manca
Il cane in fondo al letto
E le fughe di notte
Che solo il cane conosceva.
Mi manca
La sigaretta del dopo cena
Quella che non faceva male
Perché non c’era scritto
Da nessuna parte.
Mi manca
Il dondolare sul materassino
In mezzo al mare
Con lo sguardo
All’altezza delle onde
E le onde che nascondevano
La spiaggia
Ed ero naufrago
Per fantasia.
Mi manca
La paura di mio padre
Che voleva salvarmi da tutto
Ed il mio coraggio
Che voleva essere messo alla prova
Ogni giorno.
Mi mancano
Le partite di calcio
E l’autobus numero 33.
Mi manca
Quella collezione di amici
Con cui si parlava di ragazze
Come i pirati
Parlano
Di terre da conquistare
E tesori da nascondere.
Mi manca
L’impegno politico
Disordinato
Scollegato
Da tutte le invidie
Legato
Alle idee
Acerbe
Di chi crede ancora
Che le idee
Si possano trasformare in ideali.
Mi manca
La voglia
Di disubbidire.
Mi manca
Tutto cio’ che il tempo
Ha corrotto
Non per colpa del tempo
Ma per l’ignobile uso
Che gli uomini hanno fatto
Di tutto questo tempo
Che è stato
E non sarà mai piu’.
G.P.

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Senza titolo

Io non scelgo di essere vivo.
Io vivo.
Io non scelgo di avere fame.
Io sono la fame.
Io non scelgo di essere bianco o nero
Io sono bianco o nero.
Io non scelgo di amare un uomo o una donna
Io mi innamoro di un uomo o di una donna.
Io non scelgo
Io sono
E se mi odi solo perché io sono quello che sono
tu si che scegli
e scegli di odiarmi
perché sei terrorizzato
dall’idea che anche tu
non hai scelto di essere quello che sei
e saresti potuto essere come me.

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