Avrei voluto un maestro

Avrei voluto un maestro che mi raccontasse di tutte le volte che è tornato a casa ubriaco e strafatto confortando la mia convinzione che chi resiste alla follia della vita è perché ne ha solo annusato il tappo.
Lo avrei voluto con una lunga barba bianca e con lunghi capelli legati dietro la nuca, vestito con un paio di jeans rovinati e una t-shirt con una macchia di senape sul cuore. (Lui dice che è la stigmate di un grande amore finito lanciandosi i resti di un hamburger).
Lo andrei a trovare in quella casa in fondo a quel vicolo cieco per aiutarlo a buttar via tutta quella spazzatura accumulata e in cambio gli chiederei di insegnarmi come far durare il tempo che passa troppo in fretta.
Lui mi guarderebbe negli occhi e già lo vedo chiedermi:
Di chi ti sei innamorato? Non dirmi il nome, parlami del suo odore.
E io gli direi che sa di caffè e sigaretta e che non smetterei mai di baciarla per avere il suo sapore in bocca.
Poi ce ne andremmo a cercare un bar aperto, lui zoppicante con dei sandali orribili e i piedi gonfiati da un artrosi che non lascia scampo alle cartilagini, io rallentando per non consentirgli di sentirsi lento.
Seduti fuori a pochi metri dall’oceano mi racconterebbe di quella volta in cui la morte sembro’ averlo trovato e lui finse di essere un altro per non morire.
Alla terza birra gli chiederò in cosa ho sbagliato.
Lui si alzerà dal banco e dopo avermi detto di pagare mi porterà a vedere una corsa di cavalli consigliandomi di scommettere sul piu’ scarso.
Prima che la corsa finisca mi chiederà di andarcene.
“E se avessi vinto?”
Gli chiedo.
Lui mi guarderà con i suoi occhi lucidi e profondi sussurrando:
“Non hai vinto.”
Quando gli chiederò come fa ad esserne cosi’ sicuro mi dirà:
“Non ho vissuto abbastanza per imparare a pensare come i ricchi ma so perfettamente come pensare da uomo che se ne fotte di diventarlo.”
Avrei voluto un maestro cosi’, per riportarlo a casa e dirgli che forse sarebbe stato meglio scommettere sul cavallo più veloce.
Poi vederlo entrare dicendo fra se: “E’ quando pensi di avere tutto che ti accorgi di non avere nulla. Possiedi solo ciò che non hai e cio’ che hai ti possiede…vita bastarda…buonanotte…”

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