Quanta verità riesci a sopportare?

L’anziano guardò negli occhi il bambino e gli disse:
“Quanta verità riesci a sopportare?”
Il bambino abbassò lo sguardo e rispose:
“Non lo so.”
Lui prese una pietra da terra e gliela mise in mano.
“Pesa?” gli chiese.
“No.” Rispose.
Prese la pietra e la mise di fronte a un piccolo buco nel terreno coprendolo.
“Ora quelle formiche non possono piu’ uscire. Sono in trappola. Ed è bastata una piccola pietra.”
Il bambino non capiva.
“Liberale.” Gli disse.
Il bambino si abbasso’, raccolse la piccola pietra e la gettò via.
“Non ti è costata molta fatica fare quello che mille formiche non sarebbero riuscite a fare.”
“Quanta verità riesci a sopportare?” Gli chiese di nuovo.
“Quella che basta a sentirmi libero.” Rispose il bambino.
Ascolta:
“Amerai e potrà capitare che dovrai abbandonare ciò che ami.
Ti sentirai in colpa per questo,e non sarai capace di trovarti un alibi.
Potrai salvare persone, animali e anche cose ma loro lo dimenticheranno.
Ti sentirai inutile come una penna che ha finito l’inchiostro, e le tue parole saranno segni indecifrabili su fogli di pietra.
Sentirai il peso della sofferenza degli altri sentendoti in debito per la tua salute.
Un debito senza creditore che ti farà nascere sensi di colpa.
Avrai voglia di essere amato e costruirai nella fantasia parole, volti, e carezze e le farai recitare ad attori consumati nell’arte di compiacerti ma incapaci di riconoscerti.
Il tuo cane ti morirà tra le braccia.
Parlando con tua madre sentirai la voce di tuo padre urlare da lontano: “Salutamelo”.
E sarà l’ultima volta che udirai la voce di tuo padre.
Ti commuoverai e ti chiederai sempre se è solo una questione scientifica legata a quel cazzo di sistema limbico, o se dietro quella commozione c’è l’anima di un uomo.
Ti sentirai inutile come un lampo davanti a un cieco o un tuono nelle orecchie di un sordo, e crollerai sulle ginocchia chiedendo perdono per colpe che non hai commesso.
Sarai tentato di cedere alla necessità di sentirti cittadino di un territorio, ti chiederanno cosa sei disposto a fare per difenderlo, apparterrai a una razza, crederai a un Dio, e nonostante tu non abbia mai deciso niente di tutto questo finirai col sentirti orgoglioso di un appartenenza casuale.
Vedrai Imperatori grattarsi il culo sporco di merda e poi offrirti con le mani gli avanzi del loro pranzo.
Vedrai Giudici masturbarsi mentre scrivono le loro sentenze, godendo del potere di giocare con il destino delle persone.
Chi ha una mano darà giudizi sugli anelli degli altri.
Chi ha due piedi darà giudizi sulle scarpe degli altri.
Chi ha una testa darà giudizi sui pensieri degli altri.
E sarai solo.
Perchè finirai per rinchiuderti dentro una stanza piuttosto che vivere nella libertà di ascoltare milioni di cazzate.
Sarai un cercatore di eccezioni.
Quintofogli. Pezzi di meteoriti. L’ultima macchia di neve che resiste al caldo. Il primo numero di Topolino. La donna che ama.
La ricerca darà un senso alla tua vita piu’ della scoperta.
Non sarai solo.
Riconoscerai quelli come te come il tatto riconosce il velluto.
Tutta questa verità ha un merito che non ha prezzo.
Ti da il permesso di non inginocchiarti mai davanti a nessun feticcio di presunta divinità.
Vivere non è un dono è un lavoro.”
Il bambino guardo’ l’anziano.
Rimase in silenzio per qualche secondo e poi disse.
“Ma ci sarà il tempo di giocare?”

Foto d’epoca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...